|
|
1982 Nürburgring 1000kms
da
Grand Prix International
In
realtà a un certo punto sembrava proprio che il team di Cesare Fiorio non
cel’avrebbe fatta a vincere. Dopo tre ore di gara, la Ford ufficiale guidata
da Klaus Ludwig e Manfred Wnkelhock, partite in pole, aveva più di un minuto di
vantaggio, su quello che potrebbe essere chiamato il loro circuito di casa. Ma
poi la trasmissione cedeva, lasciando il campo a Patrese con la Lancia. Non era
intenzionale, ma era una bella coincidenza. Aveva appena fatto un paio di giri,
con cautela, i suoi primi giri dopo l’incidente e i primi del suo turno di
guida. E si trovava al comando, con un paio di giri di vantaggio. La
situazione alla Lancia era molto confusa: Ora che Alboreto e Patrese avevano
ambedue un’ottima classifica nel campionato, venivano separati su due
differenti macchine, nel caso fosse necessario per uno dei due saltare
sull’altra vettura. Ghinzani (copilota di Patrese) era già uscito per il
cedimento del cambio. Fabi e Alboreto avevano portato la vettura in buona
posizione, nonostante problemi all’impianto di rifornimento. Quando la Ford si
ritirava, Patrese si univa ai due, e i tre piloti mantenevano un ritmo
sufficiente a vincere con un giro di vantaggio. Era la terza vittoria mondiale
di Patrese in 15 giorni. A
metà gara, ogni pericolo per la loro leadership da parte delle Gruppo C era
sparito, la vicinanza di Le Mans aveva scoraggiato un grande afflusso di Gruppo
C: una Ford, una solitaria Sauber, la Lola ufficiale, una sola Rondeau, le
solite WM e Jost Porsche. I debuttanti erano la tozza URD, che Harald Grohs
distruggeva alla prima curva, per il dispiacere dei fotografi, e la Cougar di
Yves Courage, che Patrick Gaillard ritirava dopo un solo giro a causa della
rottura della sospensione posteriore. Stuck andava bene sulla Sauber
all’inizio, ma il motore cedeva dopo quattro giri, e Wollek era terzo appena
prima di metà gara, quando una foratura faceva uscire di pista il copilota
Philippe Martin. Dopo 15 giri su 44, la Lola T610, in quinta posizione, rompeva
il motore. La piccola WM si fermava con problemi all’iniezione al primo giro. Così
al secondo posto si piazzava la Rondeau, il cui problema principale era la
salute di Rolf Stomellen. Il pilota tedesco, affiancato a Henri Pescarolo, stava
così male che non riusciva a completare i propri turni di guida, ma il francese
come al solito faceva del suo meglio e teneva la vettura in pista, finendo
secondo. Le
Gruppo C avevano molto deluso, ma sia Pescarolo sia la Rondeau Ford erano ben
piazzati nel mondiale. Terza giungeva una BMW M1 Gruppo 5, simile a quella che
aveva vinto l’anno passato, mentre nona arrivava la Porsche 911 Gruppo B, che
poi avrebbe causato discussioni, ma che comunque sarebbe stata determinante per
la vittoria mondiale della Porsche.
| ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|