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1977 Gran Premio del Giappone Formula 2
6 Novembre 1977 di Kunihiko Akai PATRESE OTTIENE LA SUA PRIMA VITTORIA DELL’ANNO IN F2 – PIRONI SI RITIRA CON IL MOTORE ROTTO A SEI GIRI DALLA FINE – BENE SOUTH ALLA SUA PRIMA GARA IN F2 - HOSHINO É CAMPIONE GIAPPONESEIl Gran Premio JAF di Formula 2 a Suzuka si é svolto due settimane dopo il GP di Formula 1 al Monte Fuji, e ha visto l’italiano Riccardo Patrese vincere la sua prima gara del 1977, il suo primo trionfo in F2. Alla guida della sua solita Chevron-BMW B40, Patrese ha vinto la gara facilmente, ma solo dopo il ritiro della March 742 di Didier Pironi, che il francese aveva portato al comando con autoritá sul bagnato. Ma a sei giri dal termine, il motore di Pironi si rompeva, costandogli molto caro, esattamente il valore del primo premio, 2 milioni di Yen (o 4500 Sterline). I piloti giapponesi occupavano gli altri cinque posti della zona punti, guidati da Kazuyoshi Hoshino (su Nova 512B) e Kunimitsu Takahashi (su Kojima 008), I quail avevano partecipato al GP del Fuji di F1. Nel suo debutto in F2 il campione della F3 Stephen South finiva settimo con una March 752, ma gli altri tre piloti europei, Danny Sullivan, Keijo Rosberg e Jose Dolhem – non avevano altrettanta fortuna. L’annuale Gran Premio JAF a Suzuka é la tappa finale del Campionato Piloti Giapponese, che prima della gara vedeva in lizza due piloti, Kazuyoshi Hoshino e Kunimitsu Takahashi. Erano gli unici ancora in grado di giocarsi il titolo, per cui i restanti 14 piloti giapponesi l’aspetto piú interessante era comparare le proprie capacitá con quelle dei loro colleghi europei, sei dei quali avevano affrontato la trasferta. La Nova 512B BMW di Hoshino aveva una carrozzeria rinnovata per questa gara, e assomigliava molto alla Ligier di F1 dello scorso anno, con il radiatore montato sul muso. Nella seconda sessione di prove di sabato, la macchina del team Heros Racing faceva segnare 1m 57.42s, che valeva la pole position. La prima fila era condivisa con il giovane e talentuoso Satoru Nakajima, alla guida della Nova 522 dello stesso team Heros, distaccato di soli due centesimi. Due piloti europei occupavano la seconda fila. Keijo Rosberg e Riccardo Patrese. 'Keke' non aveva a disposizione una delle Fred Opert Chevrons in questa occasione, guidava invece una Kausen-Renault F2, con la quale girava in 1:57.83. Tuttavia, il pilota della Shadow di F1 aveva la sua solita Chevron B40 della Stebel, spedita in giappone apposta per questa gara, e otteneva un tempo identico a quello del compagno. Masami Kuwashima era scontento della performance della sua nera Nova 522 nelle prove, con problemi di accensione che lo rallentavano in ambedue le sessioni, ma riusciva comunque a segnare 1:57.95 partendo quindi all’interno della terza fila, al fianco di Naohiro Fujita con la vecchia Nova 512B (1:58.57). Noritake Takahara, la cui gara di F1 su Kojima era finita dopo solo un giro e mezzo, non riusciva a liberarsi della maledizione e restava settimo con la sua ended after only one and a half laps, could not break his jinx and found himself Nova 512B in 1:58.97, 0.09s piú veloce di Kenji Takahashi (March 742). Inoltre, alla guida di una 742-BMW di un team locale, compariva Didier Pironi, la cui vettura mostrava problemi d’assetto nella prima sessione. Nel pomeriggio cambiava le molle posteriori con delle Kayaba giapponesi (quelle usate dalla Kojima in F1) e il piccolo francese otteneva 1:59.43 verso la fine delle prove, nonostante il suo motore non andasse oltre i 9000 giri. Kunimitsu Takahashi, che ha assaggiato la F1 per la prima volta con una Tyrrell 007 solo due settimane prima, era molto speranzoso di fare bene alla guida di una Kojima 008 del team Speedstar Wheels, ma dopo aver registrato 1:59.58 sfasciava la piú recente creatura di Maso Ono per la F2; I meccanici della Kojima lavoravano tutta la notte e la macchina era pronta la mattina della domenica per posizionarsi in fifta fila accanto a Pironi. Il francese Jose Dolhem, che ha preso parte a una sola gara di F2 quest’anno, con il team di Willi Khausen, si é procurato a Suzuka una March 742 di proprietá giapponese, qualificandosi in sesta fila con 2:01.76, al fianco di Keiji Matsumoto (Chevron B40), che ha girato in 2:00.09. Alla guida della stessa March 752 usata da Alex Ribero in questa gara lo scorso anno, Stephen South si qualificava in 2:02.31, mentre Danny Sullivan, alla guida di una nuova Ralt RT1 del team Le Mans Company di Tom Hanawa, aveva problemi di trasmissione durante le prove, e non riusciva a fare meglio 2:02.37. C’erano diverse Formula Pacific (1.6 litre) tra le 20 macchine partenti, e la piú veloce era la Chevron B40-Datsun di Masahiro Hasemi, che segnava il 15esimo tempo. Dietro a Hasemi – l’uomo che si era dimostrato tanto veloce sulla Kojima 007 al GP del 1976 - partiva su una vecchia Surtees TS15 il gentleman-driver Jiro Yoneyama (2:04.90) seguito da Tetsu Ikuzawa, il leader del campionato Fuji 2 Litri per vetture sport, tormentato da problemi di motore in ambedue le sessioni. I rimanenti posti in griglia erano occupati dalle Formula Pacific di Takao Wada, Kenji Tohira e Funiyasu Satoh, l’ultimo edi quali alla guida di una Chevron motorizzata Toyota 2TG diversamente da tutte le altre formula Pacific, che montavano propulsori Datsun. LA GARA L’alba del giorno della gara era molto nuvolosa, e non appena la prima gara del programma domenicale inizió, incominció a piovere. Poi, tre minuti prima dell’inizio dell’evento principale, la pioggia divenne torrenziale, e la partenza veniva rinviata mentre tutti i teams cambiavano i pneumatici, montando le Bridgestone da bagnato. Solo Hasemi e Yoneyama restavano con le slick. Alla luce verde Patrese partiva benissimo dalla seconda file e superava Hoshino e Nakajima alla staccata della prima curva. Al termine del primo dei 35 giri l’ordine era Patrese, Hoshino, Rosberg, Kuwashima, Nakajima e tutti gli altri, ma alla fine del secondo giro Rosberg rientrava ai box e si ritirava per un problema all’albero motore della sua Khausen. Nakajima superava Kuwashima portando il team Heros Racing in seconda e terza posizione, ma poi anche Pironi superava Kuwashima, portandosi al 4 posto dopo soli sei giri. Pironi era velocissimo, e nei giri successivi superava tutti e tre i piloti che lo precedevano. Dopo dieci giri smetteva di piovre, ma la pista era ancora molto bagnata, e, una volta al comando, Pironi iniziava ad andarsene. A metá gara Pironi aveva un vantaggio di 20 secondi su Patrese, e una vittoria sembrava certa er il pilota della Martini-Renault ufficiale. Hoshino, in terza posizione, era stato superato da Kuwashima, ma quest’ultimo si girava al tornante, restituendo la posizione a Hoshino, mentre Kunimitsu Takahashi si portava in quarta posizione con la Kojima. Al 29rsimo giro, la march bianca di Pironi improvvisamente si infilava in corsia box, perdendo olio dal motore rotto. Patrese tornava quindi al comando, con Hoshino and Takahashi all’inseguimento disperato, ma non avevano chances di raggiungere l’italiano, che vinceva con 15 secondi di distacco. Hoshino riusciva a tenersi dietro Takahashi e ad arrivare secondo, cosí conquistando per la seconda volta il Campionato Giapponese. Dopo aver guidato costantemente a ritmi alti dopo il suo testacoda, Kuwashima riusciva a finire quarto, davanti a Nakajima e Kenji Takahashi, che tagliavano il traguardo separati da 0.6 secondi. South, settimo, era l’ultimo dei concorrenti a pieni giri. Tanto Sullivan quanto Dolhem avevano perso tempo ai box, con l’americano che finiva 16esimo con grave ritardo a causa di un problema di pressione del carburante, e il francese 11esimo. Nell aclasse Formula Pacific, Hasemi superava Wada a due giri dalla fine mentre la pista si asciugava, dopo aver corso tutta la gara con le slick. © Autosport magazine – Riproduzione autorizzata Translation by Gionata Ferroni
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