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AutocourseUno
degli articoli più significativi dell’edizione annuale di Autocourse Grand
Prix è la Top Ten del giornale. Ecco i giudizi anno per anno su Riccardo,
espressi da Mike Kettlewell (1977-78), Maurice Hamilton (1979-1987) e Alan Henry
(1988-1993) 1977
Patrick
Tambay ha mostrato brillanti sprazzi, segnando anche punti mondiali alla sua
prima stagione, e Riccardo Patrese, Gilles Villeneuve e Rupert Keegan hanno
mostrato a loro volta di avere talento. 1978
Non
ci scusiamo per aver incluso Patrese nella top ten di quest’anno. È vero,
l’italiano è stato aggressivo, e ha utilizzato quelle che con un eufemismo
vengono indicate come “tattiche da Formula 3”, ma Patrese è un vincitore
naturale. Molti piloti possono competere bene in F1, ma pochi sanno vincere. In
Sudafrica Riccardo ha dimostrato che può stare in testa a un GP senza difficoltà,
separato dalla vittoria solo da un inspiegabile cedimento del motore. Purtroppo,
l’Arrows di Patrese non ha potuto dargli l’affidabilità necessaria per
installarsi nell’elite dei piloti di GP. Forse questo può spiegare la sua
guida funambolica? La
Top Ten: 1)
Niki Lauda 2) Mario Andretti 3) Carlos Reutemann 4) Alan Jones
5) Patrick Depailler 6)
Jody Scheckter 7) Gilles Villeneuve 8) Jacques Laffite 9) John
Watson 10) Riccardo Patrese 1979
Jochen
Mass ha oscurato Riccardo Patrese che sembra aver perso parte della sua
brillantezza, dopo gli isterici avvenimenti successivi ai fatti di Monza
l’anno scorso. 1980
Dopo
aver mostrato una forma incoraggiante in Sudamerica, il Team Arrows non è
riuscito a dare a Riccardo Patrese una macchina competitiva, e l’italiano è
stato accusato in qualche occasione di guidare scorrettamente. 1981
Dopo
diverse stagioni di attriti vari, nel 1981 non si sono sentite voci di lamentela
contro Riccardo Patrese. L’italiano sembrava più rilassato, e la sua guida
sembrava più pulita e naturale, sebbene sia stato tradito dalle Pirelli dopo un
inizio di stagione impressionante. 1982
Nessuna
differenza in termini di velocità tra Patrese e Piquet (e questo è già un
complimento). Il passaggio alla Brabham ha dato a Riccardo la sua prima vettura
veramente competitiva e la sua prima vittoria in un GP. Non avendo lo stesso
entusiasmo del compagno di squadra per il progetto BMW, Patrese è stato
piuttosto fortunato a vincere a Monaco e la sua stagione è stata punteggiata di
incidenti discutibili: cedimento fisico in Brasile, incidente in prova a Long
Beach, testacoda in Belgio e a Monaco, ingiustificabile incidente a Detroit, la
mancata partenza a Brands Hatch. Ci sono state naturalmente anche performances
senza errori, ma sono state la minoranza, per un pilota così talentuoso in un
team competitivo. The
Top 10 in full: 1)
Not awarded 2) Keke Rosberg 3) Alain Prost 4) Nelson
Piquet 5) Niki Lauda 6)
John Watson 7) Rene Arnoux 8) Michele Alboreto 9) Riccardo
Patrese 10) Elio de Angelis 1983
L’elegante
vittoria di Riccardo Patrese a Kyalami, il suo attento uso del boost, hanno
mostrato ciò di cui sarebbe stato capace per tutta la stagione. Tuttavia è
stata necessaria la minaccia di licenziamento dalla Brabham per far guidare
l’italiano con metà della compostezza mostrata dal suo compagno di squadra.
La velocità di Patrese è indiscutibile, ma Imola dimostra che rimane soggetto
a gravi errori di giudizio. 1984
Il
passaggio dalla Brabham all’Alfa Romeo segna la fine di quello che forse sarà
l’unico picco nella carriera di Riccardo Patrese in F1. La sua guida è stata
discontinua e non potrebbe esserci esempio migliore del suo elementare errore a
Brands Hatch. 1985
Riccardo
Patrese non può permettersi un’altra stagione come l’85. La sua reputazione
è fiorita, ma nella direzione sbagliata. C’è stato la solita baruffa
riguardante la sua apparente incapacità di utilizzare gli specchietti, ma il
disastro di Monaco lo ha portato all’attenzione di tutti grazie a un numero da
vero irresponsabile. È un peccato perchè Riccardo era partito con buone
intenzioni. Stava bene, si qualificava bene, ce la metteva tutta, ma in qualche
modo la stagione non ha fatto venir fuori il suo talento naturale. Con così
tanti giovani emergenti in griglia, il tempo di Patrese potrebbe essere finito. 1986
Un
uomo nuovo quest’anno, forse grazie all’assenza dell’ingombrante Piquet
alla Brabham. Mostrando più dedizione degli ultimi tre anni messi insieme,
Patrese ha capitalizzato il suo superbo talento naturale, fino ad ora sprecato
in una lunga e ampiamente improduttiva carriera in Formula 1. Ha aiutato il team
a superare il lutto per la morte di DeAngelis e finire nei punti in Messico
sarebbe stato meritato e ugualmente ben ricevuto. Sfortunatamente è uscito di
strada, rafforzando l’impressione che non sarà mai un pilota veramente
completo. Tuttavia, sia Patrese sia Derek Warwick meritano credito per aver
perseverato con una macchina piena di problemi in una stagione deludente per la
Brabham. La
Top Ten 1)
Alain Prost 2) Nigel Mansell 3) Ayrton Senna 4) Nelson Piquet
5) Gerhard Berger 6) Stefan Johansson 7) Michele Alboreto 8) Rene Arnoux 9) Keke Rosberg 10) Riccardo Patrese 1987
Il
pilota della Brabham BMW sarà anche riuscito di frequente a posizionarsi nella
prima metà della griglia di partenza usando un metodo che va oltre gli scopi
della nostra valutazione, ma questo non diminuisce il fatto che egli ha mostrato
degne prestazioni anche nelle gare. Patrese ha usato la sua grande esperienza
per spingersi spesso nei primi sei ma, inevitabilmente, i cedimenti meccanici,
causati da un budget inadeguato, lo hanno lasciato fuori dai punti in almeno
quattro occasioni. Nonostante l’occasionale errore, come il testacoda a
Detroit, il 1987 è stata una stagione migliore del previsto, e certamente egli
sarà utile alla Williams l’anno prossimo. La
Top Ten: 1)
Alain Prost 2) Nigel Mansell 3) Ayrton Senna 4) Gerhard Berger
5) Nelson Piquet 6)
Thierry Boutsen 7) Michele Alboreto 8) Stefan Johansson 9)
Riccardo Patrese 10) Jonathan Palmer 1988
Patrese
deve considerarsi piuttosto fortunato ad avere ottenuto la seconda guida della
Williams a questo punto della sua carriera, avendo gareggiato senza brillare,
nell’ombra di Mansell, per quasi tutto l’anno, prudentemente mostrando
qualcosa in più all’Hungaroring, stando in scia all’inglese per molti giri.
Naturalmente a quel punto era tempo di rinnovo contrattuale, e quindi era tempo
di mostrare qualcosa. Patrese ha dimostrato ancora di non essere in grado di
controllare la vena di follia presente nel suo carattere, quando ha fatto un
“brake test” a Julian Bailey durante le prove a Jerez, un numero da somaro
per il quale è stato giustamente penalizzato con una multa. 1989
Un’idea
del nuovo status di Riccardo nella comunità della F1 la può dare il fatto che
fosse al primo posto nella lista delle alternative Ferrari per il 1990 nel caso
in cui Alain Prost declinasse l’offerta di Maranello a favore di un sedile
alla Williams. E tuttavia nessuno era più felice di Riccardo quando Prost ha
accettato la Ferrari. L’uomo che Derek Warwick ha descritto come “il
migliore e il più veloce compagno di squadra con cui io abbia mai gareggiato”
si è sentito a casa propria quest’anno alla Williams più che in nessun altro
caso nei suoi 12 anni di carriera in F1. Uscito dall’ombra di Nigel Mansell,
Patrese è sembrato sempre più convincente del suo meglio pagato compagno di
squadra Thierry Boutsen, praticamente in ogni gara. Insieme alla raggiunta
maturità, Patrese si è finalmente liberato della reputazione di chi reagisce
senza pensare, la quale gli aveva causato così tanti problemi in passato.
Inoltre, nella valutazione delle performances dell’italiano, finalmente più
rilassato, bisogna tener conto del fatto che ha avuto in mano la vittoria in due
occasioni quest’anno, gare perse per problemi meccanici nel finale. Ha
lavorato bene col team Williams in generale, e Patrick Head in particolare,
dimostrando una volontà insaziabile di testare la vettura. Dopo oltre una
decade, quello che una volta era l’enfant terrible della F1 era in pace
con se stesso. E si è certamente visto. La Top Ten: 1)
Nigel Mansell 2) Ayrton Senna 3) Alain Prost 4) Riccardo
Patrese 5) Gerhard Berger 6)
Thierry Boutsen 7) Alessandro Nannini 8) Alex Caffi 9) Derek
Warwick 10) Pierluigi Martini 1990
Nella
sua terza stagione alla Williams, Patrese ha ottenuto una emozionante e
gratificante vittoria al GP di San Marino, che gli ha sollevato il morale fino
al punto di suggerire che potesse inserirsi nella lotta per il titolo mondiale.
In realtà, la Williams FW13B non aveva la necessaria consistenza per lottare
per il titolo, nè Riccardo la velocità assoluta per competere costantemente
con Senna o Prost. Tuttavia il rilassato e maturo pilota italiano è rimasto un
fattore sempre presente nella zona punti, un membro molto amato e volonteroso
del team Williams. Sempre disponibile, si faceva trovare pronto senza problemi a
sopportare il peso di tutti i test che gli veniva richiesto di fare con la
vettura. Un uomo diretto e per nulla complicato che ama guidare macchine da
corsa e si considera fortunato a essere pagato molto bene per questo privilegio.
Riccardo ha consolidato la sua immagine di stagionato e maturo pilota per tutto
il 1990. Divertente, allegro e senza preconcetti, Patrese è la dimostrazione
vivente per tutto il circus della F1 che la vita al top delle gare
automobilistiche potrebbe essere considerevolmente meno tesa e complicata se gli
altri cercassero di seguire il suo esempio. La
Top Ten: 1)
Alain Prost 2) Ayrton Senna 3) Nelson Piquet 4) Nigel Mansell
5) Alessandro Nannini 6)
Thierry Boutsen 7) Riccardo Patrese 8) Gerhard Berger 9) Jean
Alesi 10) Aguri Suzuki 1991
Nel
suo ruolo di numero due della Williams, Riccardo Patrese è stato magnifico per
tutta la stagione, mostrando una piacevole miscela di guida precisa e
determinata in pista e buone maniere al di fuori della stessa. Senza dubbio, la
più bella qualità mostrata dal pilota più esperto della F1 era la gioia pura
che otteneva dal vincere gare. Ascoltate Riccardo alla conferenza stampa del
dopo gara e farete fatica a trattenere un sorriso. Di colpo, la F1 non sembra più
l’affare così drammaticamente complicato, contorto, noioso e esoterico a cui
spesso sembrano riferirsi Senna e Mansell. Dopo le sue vittorie in Messico e
Portogallo, non c’era assolutamente alcuna lamentela riguardo alla macchina.
Tutto era stato perfetto dall’inizio alla fine, ha detto, mostrando i denti in
un sorriso di contentezza. La
Top Ten: 1)
Ayrton Senna 2) Nigel Mansell 3) Riccardo Patrese 4) Alain
Prost 5) Gerhard Berger 6)
Nelson Piquet 7) Jean Alesi 8) Pierluigi Martini 9) Andrea de
Cesaris 10) Mark Blundell 1992
Il
secondo posto nel Campionato Mondiale Piloti ha dato a Riccardo Patrese il
miglior risultato della sua carriera, in termini di statistiche, ma non c’è
dubbio che il 1992 è stato una delusione per il bravo pilota italiano, che è
stato costretto a lavorare all’ombra di Nigel Mansell per tutto l’anno.
Giudicando solo dal suo stato di forma dello scorso anno, avremmo detto che
Patrese avrebbe costituito un serio problema per Mansell quest’anno. Ma
Mansell ha dominato fin dall’inizio e Riccardo, frustrato dal non poter usare
il muletto e dal fatto che il team era concentrato chiaramente a favore
dell’inglese, aveva già mentalmente accettato di non poter lottare per il
titolo prima ancora che Mansell vincesse le prime quattro gare. Sebbene
nessuno dubitassse che Mansell fosse più veloce, il margine di vantaggio che
aveva su Patrese ha sorpreso molti. Forse, lo stile di guida di Riccardo,
classico, fluido, non si adattava a spremere il massimo dalla Williams FW14B, o
forse era stato disorientato dalla velocitàmostrata da Mansell all’inizio
della stagione. In ogni modo, si aveva l’impressione che Riccardo non fosse a
suo agio come era solito nell’ambiente della Williams quest’anno, e, dopo
aver iniziato la stagione con tre consecutivi secondi posti dietro al compagno
di squadra, irradiava una frustrazione percepibile. Veniva inoltre irritato
dall’avvertimento di non resistere a Mansell a Magny Cours, in una delle poche
occasioni in cui sembrava poter sfidare Mansell, e i suoi errori di guida a
Hockenheim e all’Hungaroring sembravano fuori posto per un uomo che è ormai
apprezzato da tutti per la sua affidabilità. Ha
preso la decisione di lasciare la Williams prima della fine della stagione
firmando un contratto con la Benetton per il 1993, in un momento in cui credeva
di non avere più un futuro alla Williams. Mansell ha tentato di restituirgli
una vittoria a Monza, ma problemi meccanici hanno colpito tutte e due le vetture,
ma la vittoria, premio di
consolazione a lungo meritato è finalmente arrivata a Suzuka. Dopo
tutti i suoi problemi del ’92, Patrese rimane una delle personalità più
piacevoli del circus della F1. La
Top Ten 1)
Nigel Mansell 2) Ayrton Senna 3) Michael Schumacher 4) Gerhard
Berger 5) Riccardo Patrese 6)
Jean Alesi 7) Martin Brundle 8) Mika Hakkinen 9) Johnny
Herbert 10) Michele Alboreto 1993
Mentre
Schumacher ha quasi sempre terminato le sue gare nei punti, lo stesso no si può
dire di Riccardo Patrese, che è arrivato alla Benetton dalla Williams.
L’italiano è andato a punti solo 2 volte nelle prime 8 gare, ma il suo
contributo nello sviluppare la nuova tecnologia si è poi rivelato determinante
nella parte iniziale della stagione. Tuttavia, ad Agosto, Patrese veniva
informato che i suoi servizi non sarebbero stati richiesti nel 1994.
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