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Quali sono le tue motivazioni per gareggiare in questo campionato?

“Beh, sebbene non abbia corso per più di dieci anni sono stato invitato a guidare al Goodwood Festival of Speed recentemente, e ho veramente provato piacere a ritrovarmi un volante da corsa tra le mani. Mi è tornata la voglia di guidare a livello agonistico di nuovo. E poi è arrivato il Grand Prix Masters! La serie darà ai corridori come me esattamente quello che vogliamo – gare automobilistiche serie su auto potenti e circuiti leggendari. Molto semplice!”

Tu hai il record del maggior numero di GP disputati [Patrese ha partecipato a 256 Gran Premi di F1], il che significa che hai gareggiato contro tutti gli altri Master in un momento o in un altro. Quali sono quelli che hai maggiormente voglia di sfidare?

“E` vero che ho gareggiato contro Emerson Fittipaldi all’inizio della mia carriera in F1 e ovviamente contro Prost e Mansell verso la fine. Mi dà eccitazione gareggiare contro questi campioni veri. Sono tutti vecchi amici e non vedo l’ora di essere in gara con tutti loro.”

Quanto credi che sarà intensa la competizione?

“L’idea è di riuscire ad avere gare combattute, ma in un atmosfera di divertimento e relax – qualcosa che sia gli spettatori sia i piloti possano apprezzare e con cui interagire. Però hai ragione. Siamo tutti spiriti molto competitivi e quindi sarà interessante vedere come ogni pilota affronterà la sfida. Sono passati un bel 10 anni da quando ho gareggiato in monoposto, quindi credo che ci vorrà un po’ di tempo per rientrare nel ritmo della gara, e poi vedremo come ce la caviamo. Fare pronostici adesso non è assolutamente facile.!”

Queste potenti vetture richiederanno una buona forma atletica da perte dei piloti. Come sei messo fisicamente per le gare?
“Per me è facile, perchè non ho mai smesso di fare sport. Faccio equitazione a livello agonistico e quindi cavalco tre o quattro volte a settimana, il che mi tiene in forma, quindi da questo lato non mi aspetto problemi. Inoltre ho un go-kart che è una buona palestra per i piloti perchè aiuta a sollecitare i muscoli che servono per affrontare le curve alle velocità a cui si arriva in gara.”

Cosa ne pensi della vettura che sarà utilizzata nel Grand Prix masters?
“La cosa che mi attira maggiormente è il fatto che avremo tutti lo stesso mezzo. Ho visitato ieri la fabbrica della Delta Motorsport (a Northamptor in Inghilterra) per farmi fare il sedile e per provare il collare HANS, e ho visto per la prima volta la macchina del Masters. Mi ha impressionato! Tutto mi è sembrato in ordine e al punto giusto. Me la aspetto resistente, sicura, comoda e molto veloce. Ho guidato ogni tipo di auto di F1 in 256 Gran Premi, e quindi sarà difficile paragonarla con quello che ho guidato in passato. Ma credo che sarà un po’ più prevedibile nel comportamento di quanto lo sia una F1, ma anche più appagante da guidare a causa della bassa deportanza e l’assenza di servosistemi elettronici. Tutta l’enfasi in questo caso è stata posta sull’uomo che si trova al volante. Con più sensibilità sullo sterzo si può “scivolare” di più e ciò garantisce uno show migliore. Senza aiuti elettronici nascosti siamo esposti a errori, e quindi dovrebbero esserci più azione e più sorpassi. La filosofia dietro a questo è l’entertainment. E` quello che vogliono i fans ed è l’impegno della serie Masters."

Come pensi si possa paragonare il Grand Prix Masters alla Formula 1 che hai lasciato nel 1993?

“Beh, la stessa Formula 1 è cambiata enormemente durante i 17 anni in cui io ho gareggiato, quindi fare un paragone è complicato! Onestamente io preferisco la F1 dei miei tempi allo sport che è diventata oggi. E` sempre bello, ma è un modo diverso di correre. Tutti gli sport si evolvono, comunque, e quindi non si può dire che oggi la F1 non è più bella. E` differente. Ma io penso che il Grand Prix Masters avrà successo grazie al fatto che molti dei piloti con cui gareggiavo sono molto carismatici. Faranno la differenza tra la nostra serie e le altre gare automobilistiche. Ai tempi loro, piloti come Nigel Mansell o Alain Prost dicevano quello che pensavano ed era ciò che la gente voeva sentire! La gente li ascoltava perchè sapeva che avevano cose importanti da dire. Oggì è raro che i piloti parlino apertamente.”

Come pensi che andrà la prima gara a Kyalami il 13 novembre?
“Kyalami è una bella sfida con cui iniziare la serie. Ho corso lì molte volte in Formula 1 ed `e una pista che richiede molto al pilota. L’altitudine vuol già dire che dovremo faticare molto e il tipo di tracciato è di quelli che non ti fanno mai riposare – sarà stancante. E` anche una pista piuttosto ondulata con notevoli salite e discese. Se ricordo bene la prima curva dopo il via è piuttosto difficile, quindi speriamo di riuscire a fare tutti il primo giro!”

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