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Grand Prix International

Incredulità...e materne attenzioni

di Mike Doodson

Persino il vincitore del GP di Monaco faticava a credere che la gara era veramente sua. Sfortuna e memorie amare segnano le passate esperienze di  Riccardo Patrese a Monaco. Ma c’è una persona che non ha mai smesso di credere che suo figlio un giorno cel’avrebbe fatta...e domenica la sua fede in lui è stata finalmente premiata.

Nell’anticamera degli uffici dell’Automobil Club di Monaco, dove avevano promesso che sarebbe arrivato Riccardo Patrese perchè parlasse con la stampa, c’era il solito pandemonio. Gente della radio con i microfoni, reporters dei giornali in ritardo per la chiusura, fotografi: volevano tutti parlare con l’eroe di giornata, avvicinarsi, beccare un “esclusiva”.

L’eroe, quando arrivò, ancora faticava a credere di aver veramente vinto il GP di Monaco. Certamente aveva tallonato la Renault di Prost per 71 giri, sin da quando la gialla macchina col turbo l’aveva superato in accelerazione al secondo giro, rubandogli il terzo posto. Aveva seguito Prost passando davanti all’altra Renault, quella di Rene Arnoux, quando questi si era vergognosamente girato e si era ritirato al 15esimo giro. E aveva fatto lo slalom tra i pezzi della Renault di Prost al Tabaccaio, durante il 74esimo giro, dopo che Prost aveva sbndato sull’asfalto reso scivoloso dalla pioggia e dall’olio del cambio di Derek Daly che aveva sbattuto con la Williams.

"Ho visto che i miei meccanici mi festeggiavano dalla pit lane quando sono passato dopo l’incidente di Prost," dice. "mancavano solo due giri, e avevo un comodo vantaggio su Pironi. Non c’era bisogno di spingere troppo. Avevo giá fatto segnare il giro piú veloce, quindi non volevo prendermi alcun rischio sul bagnato. Ho frenato come al solito alla curva del Loews, anche anticipando un po’. Il retrotreno di colpo se ne andó e di colpo mi ero girato. Sono poi ripartito senza aiuti – o comunque non ho sentito nessuno spingere la macchina – ma sia Pironi sia DeCesaris mi avevano passato mentre tentavo di mettere la macchina in marcia. Da morire. Ho avuto tanta jella in F1, con la macchina che cedeva mentre ero al comando come a Kyalami (1978) e a Long Beach (1981);sembrava che stesse ricominciando di nuovo."

Per una volta, tuttavia, la fortuna era al fianco di Patrese, e lavorava contro Pironi e Decesaris. Pironi tagliava il traguardo per iniziare l’ultimo giro facendo gesti alla direzione di gara. La pista, intendeva dire, era diventata troppo scivolosa per gareggiare. Ma Pironi sapeva anche che il motore della sua Ferrari aveva dei problemi, e giá da qualche giro balbettava. Infatti rese l’anima sotto il tunnell del Loews, e Riccardo, che a quel punto era disperato, non se ne accorse.

In realtá, aveva giá superato anche Decesaris, che era rimasto senza benzina vicino alla curva del casino. Quindi, nel momento in cui il pilota della Brabham superava la Ferrari in panne, stava anche riprendendo il comando della corsa. L’uomo che reggeva la bandiera a scacchi, fortunatamente, era informato della situazione, e la sventolava davanti a Riccardo.

"Onestamente, non sapevo di avere vinto. Nemmeno quando mi sono fermato a dare un passaggio a Didier, che stava facendo l’autostop come uno studente lungo l’autostrada."

Per Riccardo Patrese, la conferma che aveva effettivamente vinto venne probabilmente in conferenza stampa, quando entrava una bella signora dai capelli grigi. Gli occhi segnati dall’emozione, la madre lo abbracciava con orgoglio. Nessuna madre abbraccia un figlio in quel modo se non é assolutamente sicura che se lo sia meritato ...

La sorte raramente fornisce cosí tanti colpi di scena durante le gare automobilistiche. A Monaco, ove spesso i primi tre o quattro classificati sono separati da minuti di distacco piuttosto che secondi, non era mai capitato che il comando della gara passasse di mano quattro volte negli ultimi 4 giri. Infatti, l’ultima volta che é successa una cosa del genere é stato sul terribile circuito di  Spa-Francorchamps, al GP del Belgio del 1967. La lotus 49 di Jim Clark's era al comando davanti al compagno di squadra Graham Hill, con Bruce McLaren terzo sulla macchina che portava il suo nome. Ma chi passó per primo sotto la bandiera a scacchi fu Dan Gurney, la cui Eagle V12 privata aveva iniziato il giro in quarta posizione. Tutti e tre i piloti che lo precedevano erano nel frattempo rimasti senza benzina...

Naturalmente solo chi era presente alla gara ricorda che due teams sbagliarono i calcoli del carburante al GP del Belgio 1967. Tutti gli altri ricordano solo che Dan Gurney ha vinto la gara, tra l’altro ottenendo l’unica vittoria della sua storia per la Eagle.

Allo stesso modo, Monaco '82 appartiene a  Riccardo Patrese, al di lá dei quattro avvicendamenti al comandi avvenuti negli ultimi giri.

Per la Signora Patrese, questo evento é stato un affare di famiglia. Aveva capito che il figlio aveva concrete possibilitá di vittoria quest’anno con la Brabham, e si era presentata a Monaco aspettandosi che vincesse. Tuttavia non era solo un viaggio di affari, come possono testimoniare coloro che l’hanno vista ballare con energia da  Jimmy's, l’esclusiva discoteca monegasca.  

La mamma di Riccardo é anche una donna con le idee chiare sul gusto. Quando Riccardo stava ordinando una nuova Mercedes l’anno scorso la voleva di colore nero.   "Non puoi prenderla nera," gli ha detto "sembra una bara." Egli dovette accordarsi sul grigio (la scelta della madre!)... e gli fu permesso di scegliersi il colore degli interni senza ulteriori interferenze.

Ma se la signora Patrese era ottimista riguardo la gara del figlio a Monaco, egli cretamente non era della stessa idea. "Non é mai stato un buon circuito per me,"  ricorda. "Ho debuttato qui con la Shadow 5 anni fa e arrivai nono. Ma ho anche ricordi negativi, per esempio la collisione con Arnoux nel 1980 che ha creato molti attriti."

Le qualifiche, quest’anno erano comunque parse promettenti. Con Nelson Piquet concentrato nello sviluppo della the Brabham-BMW turbo, Riccardo aveva a disposizione la macchina e il muletto tutti per sé. E se i numeri segnati sulla lavagnetta di Gordon Murray sono da prendere sul serio, la BT49, con i suoi 537.1 Kg, era l’auto piú leggera del lotto durante le prove, almeno finché l’acqua di raffreddamento dei freni non veniva imbarcata.

Al sabato, Riccardo aveva la pole position quasi fino alla fine delle prove. Poi Rene Arnoux, che aveva giurato di partire in pole a Monaco, gli strappava la posizione al palo.  

Purtroppo per la Renault, la gara si rivelava amara, e Riccardo Patrese ne beneficiava. Alcuni giornalisti (francesi) alzavano la voce in sala stampa, dopo che Riccardo era stato spinto da due commissari dopo essersi girato. Normalmente illegale, la manovra era giustificata in questo caso, ci hanno detto, dalla necessitá di spostare la Brabham da una posizione pericolosa sulla pista.

Nel caso avesse avuto bisogno di qualcuno del team che lo difendesse, stranamente non avrebbe trovato nessuno della Brabham a disposizione.  Prima della fine della gara, Gordon Murray e Bernie Ecclestone se ne erano come al solito andati a Nizza, ove un jet privato li attendeva per riportarli in Inghilterra.

Sembrerebbe una dimostrazione di quanto poco gli interessasse il fatto che la Brabham aveva vinto a Monaco per la prima volta dopo Denny Hulme nel 1967. Fortunatamente c’é una mamma con i capelli grigi per la quale il ricordo della gara del 1982 sará certamente molto piú prezioso.

Translation by Gionata Ferroni

 

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