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1976 Europeo Formula 3

Riccardo Patrese
ha vinto il titolo di Campione Europeo di F3 1976, battendo Conny Andersson in
una battaglia testa a testa che é durata piú di dieci rounds. Quelli che
seguono sono i resoconti delle vittorie di Riccardo durante la stagione.
Cronache da

Zandvoort - 19 aprile 1976
L’Italiano
Riccardo Patrese, alla guida della sua Chevron-Toyota B34 del team Trivellato,
si é portato al comando del campionato Europeo di Formula 3 dopo aver vinto la
seconda gara della serie, lunedi scorso a Zandvoort. Comunque l’eroe della corsa
é stato Bob Hayje, che ha trovato gli sponsor per comprarsi una Ralt nuova che
spera di utilizzare per il resto del campionato.
Hayje é stato
il re delle prove e, su un circuito che conosce bene, l’ex pilota della March in
F5000 si é trovato in pole con il tempo di 1m 30.0s. Con lo stesso tempo si
qualificava Conny Andersson sulla sua solita March-Toyota 753, mentre Patrese
era distaccato di due decimi.
La gara era
divisa in due manches, una di 15 e l’altra di 20 giri. Hayje é andato subito al
comando, mentre la gara di Andersson é durata solo due giri, prima che
sopraggiungessero problemi di distribuzione. All’inseguimento della Ralt si sono
messi Gianfranco Brancatelli, con la March-Toyota 763 semi-ufficiale, e Patrese,
ma al quinto giro, entrando alla curva Tarzan, Brancatelli cercava di superare
il leader della gara in staccata, e ambedue le macchine finivano fuori pista con
forature. Patrese se ne andava a vincere comodamente, davanti a Marc Surer (KWS
March-BMW 763), Piercarlo Ghinzani (March-Toyota 763), Bertram Schafer (Ralt-BMW
RT1) e Guiseppe Bossoni (March-Toyota 763).
La griglia di
partenza della seconda manche era dettata dalle posizioni d’arrivo nella prima,
ma nessuno riusciva a togliere la vittoria a Patrese, e la Chevron blue dello
sponsor Stebel vinceva facilmente la manche e la gara.
Wolfgang
Klein, nella sua nuova March-Toyota 763, batteva Surer, ma quest’ultimo aveva un
vantaggio abbastanza ampio da conservare il secondo posto finale. Bossini
terminava di nuovo quinto, questa volta preceduto da Brancatelli, ma questo
bastava per classificarlo quarto assoluto davanti a Schafer e allo svedese Hakan
Alriksson alla guida della sua Brabham-Ford BT41.
I tifosi
locali hanno seguito con interesse la rimonta di Hayje dal fondo della griglia
di 26 fino al nono posto nei primi tre giri, ma un’uscita di strada rovinava il
muso della vettura; il pilota riprendeva, ma nelle retrovie. Brancatelli faceva
segnare il giro piú veloce, mentre le chances di Ghinzani di finire nei primi
sei sfumavano a causa di problemi con i pneumatici.
Enna - 13 giugno 1976
L’italiano
Riccardo Patrese si é riportato in testa al campionato Europeo di F3 domenica
scorsa in Sicilia, quando l’ex Campione del Mondo di karting ha battuto il
rivale Conny Andersson, che é giunto secondo. La Chevron B34 del team Trivellato
era stata riparata dopo il “contrattempo” di Montecarlo, e Patrese sembrava a
suo agio sul veloce circuito Enna-Pergusa, sebbene anche Andersson sulla sua
Speedprint March 763 gli andava molto vicino.
Nonostante
una concomitante gara di F3 al GP di Svezia, Andersson rinunciava a una
possibile guida in F1 con un team privato, preferendo cincentrarsi sul titole
Europeo di F3. In seguito alla sua vittoria all’Avus, dove Patrese si era
ritirato, egli era in testa al campionato per un solo punto.
Era
prevedibile che gli italiani dominassero la gara di Enna, ma si sono visti anche
un paio di “guastafeste” europei. Invece del gran sole che di solito
caratterizza Enna, prima delle prove ha piovuto forte, per cui molta sabbia e
detrito sono finiti in pista. Quando la pista si é asciugata era diventata molto
scivolosa, e in diversi sono finiti nei pasticci nel tentativo di evitare il
detrito e rimanere in traiettoria.
Il piú veloce
é stato Lamberto Leoni, ex campione di Formula Italia e reduce dalla F2, con la
sua March-Toyota 763. Il tempo di Leoni, 1m 42.84s era 3/100 di secondo migliore
di quello di Patrese, poi c’era un gap tra di loro e Gianfranco Brancatelli (1m
43.28s), Piercarlo Ghinzani (1m 43.57s), Sandro Pesenti-Rossi (1m 43.59s),
Francesco Campaci (1m 43.63s) e Andersson (1m 43.85s), tutti su March-Toyota.
Brancatelli
ha vinto la prima manche, davanti a Andersson e Leoni, e solo dopo la gara
Andersson si é accorto che il suo contagiri era tarato 500 giri troppo basso, e
cosí era stato dal mese scorso, quando aveva ricevuto la nuova vettura a
Mantorp.
La seconda
manche di qualifice are appannaggio di Patrese, davanti a Gaudenzio Mantova su
Ralt RT1 e Ghinzani.
La finale é
stata rinviata di un’ora a causa di un acquazzone che peró ha lasciato una pista
che si asciugava rapidamente. Tre dei piloti di punta, tra cui Mantova,
decidevano di partire con gomma de bagnato, il che si rivelava una scelta
sbagliata. Brancatelli é saltato al comando, seguito da Mantova, Patrese e
Andersson, ma le gomme della Ralt si ivelavano inadeguate, dopodiché Brancatelli
si urtava con un doppiato e rovinava un’altra occasione per un buon risultato.
Patrese
rimaneva al comando fino alla fine, con Andersson staccato di 2.3 secondi,
nonostante aver fatto segnare il giro piú veloce in 1m 43.9s. Ghinzani é
arrivato terzo, con ben 41 secondi di distacco, ma con un vantaggio di altri 10
su Campaci e Leoni, che sono arrivati praticamente appaiati. La Chevron di
Fernando Spreafico ha completato i primi sei
Monza – 27 giugno 1976
Riccardo
Patrese é stato l’eroe del giorno per l’Italia domenica scorsa. No, non é stato
eletto presidente (non ancora, almeno) ma ha vinto il Gran Premio Lotteria di F3
a Monza in modo talmente convincente che si tratta solo di una questione di
tempo prima che venga agguantato da un team di Formula 1 con un contratto a
lungo termine. Bruno Giacomelli e Rupert Keegan saranno anche i re della F3
inglese, ma Patrese sta cercande di diventare il “Re” d’Europa vincendo la serie
continentale, della quale Monza é una tappa di qualificazione...
Alla guida
della sua solita Trivellato/Stebel Chevron-Toyota B34, il ventitreenne Patrese
ha vinto sia la sua manche sia la finale, battendo l’acerrimo rivale Conny
Andersson, con un distacco di piú di 9 secondi nei 15 giri sul circuito del Gran
Premio.
Gli
organizzatori hanno ricevuto ottimi incassi, per una gara che l’anno scorso era
parte del campionato BP. Quest’anno era la sesta tappa del Campionato Europel di
F3, che al momento vede al comando Patrese. Lui e Andersson hanno trasformato il
campionato in una corsa a due, e con ancora quattro gare da disputare, si
direbbe che nessun altro sia in grado di raggiungerli. .
L’attenzione
degli inglesi a Monza era accentrata sul team ufficiale March, che si presentava
con ambedue le vetture del campionato inglese, guidate dall’italiano Bruno
Giacomelli e dal brasiliano Ayrton Cornelson, mentre Stephen South era alla
guida della March 763 del team Bogarts. Il Team Modus portava due macchine per
Willi Siller (pupillo di Walter Wolf) e Paulo Gomez (pupillo di Carlos Pace)
mentre il dottor Joseph Ehrlich aveva le sue due vetture per Richard Hawkins
(ES5) e Pierre Dieudonne (March 743). C’era anche Rupert Keegan, anche se solo
come spettatore, anzi aiutando (?) i suoi meccanici a lavorare sulla March di
“Dodo" Regazzoni's (il fratellino di Clay) con il cui team divide la sede di
Bicester.
Le prove
erano divise in due sessioni, i cui tempi determinavano chi partiva in quale
batteria, con i migliori dodici per ogni batteria che accedevano alla finale. La
griglia della prima batteria era costituita dal primo, dal terzo, dal quinto
eccetera, mentre i numeri pari partivano nella seconda batteria.
Il piú veloce
in prova era Gianfranco Brancatelli sulla March 763 del team Speedprint in 1m
53.20s, ben 4 decimi piú veloce di Patrese, mentre Andersson era l’unico altro
pilota al di sotto di 1’54”, con 1m 53.96s. Seguivano Alessandro Pesenti-Rossi
su March 763 (1m 54.15s), Giacomelli (1m 54.21s), Piercarlo Ghinzani su March
763 (1m 54.53s), Bob Hayje su Ralt RT1 (1m 54.70s), Francesco Campaci su March
743 (1m 54.89s), South, su March (1m 55.21s), Orazio Ragailo su March 753 (1m
55.40s), Guiseppe Bosoni su March 763 (1m 55.40s) e poi Daniele Albertin su
Modus M1 (1m 55.48s), Fernando Spreafico su Chevron B35 (1m 55.58s), Ulf
Svensson su Ralt RT1 (1m 55.60s), Bertram Schafer su Ralt RT1 (1m 55.60s),
Gaudenzio Mantova su Ralt RT1 (1m 55.99s), Dieudonne (1m 56.10s), Gomez (1m
56.14s), Lamberto Leoni su March 763 (1m 56.20s), Sandro Cinottisu March 763 (1m
56.28s), Siller (1m 56.32s) e tutti gli altri.
Le qualifiche
di South erano movimentate dal fatto che il londinese saltava su un cordolo e
distruggeva una ruota durante la prima sessione. Essa veniva riparata in fretta
per il pomeriggio, quando egli riusciva a segnare un buon tempo, tra i primi
dieci. Hawkins subiva la rottura del motore e piú tardi danneggiava la macchina,
cosí come Gomez.
Patrese
vinceva la sua batteria piuttosto facilmente, con Pesenti-Rossi che non riusciva
a impensierirlo. Tuttavia la seconda batteria vedeva in azione tutti gli altri
piloti di punta. C’era un pó di confusione in martenza, e Andersson scappava via
al comando, inseguito da Brancatelli e Giacomelli. Per quanto riguarda South,
forava sulla prima chicane. Riusciva a raggiungere i box per sostituire la gomma
ma a quel punto era troppo indietro per qualificarsi per la finale.
Era chiaro
che Patrese aveva un vantaggio nascosto, nonostante la batteria di Andersson
fosse stata 8 secondi piú veloce, in parte a causa della maggiore competizione.
Apparentemente, la Chevron permette di frenare piú tardi delle March e delle
Ralt secondo Andersson, che afferma “lui guadagna fino a 25 metri in ogni
curva”. La Chevron sembra anche saltare sui cordoli meglio, mentrei piloti di
Ralt e March devono stare attenti a non danneggiare le loro vetture. Andersson
riconosce che c’é molto da lavorare se qualcuno, lui in primis, vuole cercare di
prendere Patrese.
Conny
riusciva a battere Riccardo in partenza, seguito da Brancatelli. Per un momento
sembrava che le March della Speedprint potessero essere piú competitive della
Chevron, ma dopo un paio di giri venivano riprese, e Patrese se ne andava.
“Perdevo un secondo al giro”, ha detto dopo Andersson, come é provato dal
margine finale di 9 secondi.
Si era
ritirato presto, dopo essere stato coi primi all’inizio, Giacomelli, il cui
cambio aveva ceduto, mettendo fuori gioco il vincitore di Monaco mentre
Brancatelli si ritirava a sua volta un paio di giri dopo, a causa di un problema
elettrico.
Il solo
Andersson era rimasto alla vana rincorsa del leader della gara. Piú indietro
c’era battaglia tra Hayje, Mantova e Svensson, alla guida di identiche Ralt.
Hayje trionfava finendo due secondi davanti a Mantova mentre Svensson doveva
sfortunatamente ritirarsi verso la fine. Gli italiani Bosoni e Ragailo
completavano la zona punti.
Kassel-Calden - 22 agosto 1976
Il Campionato
Europeo di F3 é sempre piú bello, e la gara dello scorso weekend, l’ottava tappa
su dieci della serie, tenutasi al circuito aeroportuale di Kassel-Calden, lo ha
dimostrato. Ne é uscito vincitore l’italiano Riccardo Patrese, alla guida della
fedele Chevron B34 con i colori della Stebel, ma é stata una battaglia molto
ravvicinata per Riccardo che ha dovuto resistere agli attacchi del connazionale
Gianfranco Brancatelli, fresco della vittoria nella gara in Austria la settimana
precedente.
In prova,
Conny Andersson ha conquistato la pole alla guida della sua Speedprint March,
con Patrese, Ulf Svensson (Ralt RT1) e Brancatelli a seguire. Ma conny aveva
problemi di stomaco, al punto che dubitava di poter seriamente difendere il
proprio scarso margine di vantaggio su Patrese nel campionato. Andersson non era
l’unnico ad avere problemi di salute, dato che Lamberto Leoni, un altro
italiano, era colpito da sospetta appendicite, mentre Rudi Doestch, il
portabandiera del team tedesco KWS era stato quattro settimane in ospedale, col
problema di una piastra che era stata inserita in una dlle sue gambe dopo un
incidente agli inizi della sua carriera. Gli era stato accordato il permesso di
partecipare alla gara, ma faceva fatica, come molti, finendo per urtare gli
pneumatici che costituivano le improvvisate chicanes della pista.
Patrese
prendeva l’iniziativa alla partenza della prima batteria, inseguito dalla March
di Brancatelli. Brancatelli, nel caso il suo compagno di squadra non fosse
abbastanza in forma per alzare il ritmo, stava almeno cercando di far commettere
un errore a Patrese.
L’errore
arrivava, ma faceva sbandare anche Brancatelli, forse colpito dalla Chevron.
Comunque tutti e due riprendevano la gara, con la March che cercava di
riavvicinarsi alla Chevron verso la fine.
La seconda
manche era una replica della prima, solo che stavolta Brancatelli si portava al
comando e ci rimaneva. Patrese si accomodava attaccato al suo cambio e rimaneva
vicino abbastanza per ottenera la vittoria per somma dei tempi. Andersson era
terzo con l’altro italiano Piercarlo Ghinzani completando il trio di 3 March nei
primi quattro posti.
In zona punti
andavano anche il danese Thorkild Thyrring con la sua Ralt RT1 e Jac Nellemann
sulla sua Van Diemen sponsorizzata dalla Texaco. Marc Surer era il migliore dei
piloti di lingua tedesca, giungendo al traguardo con la sua KWS Chevron
inseguito dalle Ralt di Clas Sigurdsson e Hakan Alriksson e dal pilota tedesco
di F2 Helmut Bross, alla guida di un telaio RT1 acquistato dall’importatore
tedesco della Ralt Bertram Schafer.
La vittoria
di Patrese lo riporta al comando del campionato con solo due gare rimaste. Una é
a Knutsdorp in Svezia, ove Andersson deve essere considerato il favorito, mentre
la gara finale é a Vallelunga in Italia, circuito favorevole a Patrese. Patrese
sembra a questo punto favorito dal pronostico, sebbene Andersson ha un
potenziale asso nella manica in Brancatelli, un compagno di squadra che potrebbe
rompere le uova nel paniere dell’ex campione del mondo di karting.
© Autosport
magazine – Riproduzione autorizzata
Translation by Gionata
Ferroni
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