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Associazione Mondiale Piloti per la Solidarietà

 

Portogallo 1991

 

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  di Rob Walker

Questo articolo è apparso nel numero di gennaio 1992 issue di Road & Track 

Ben prima che la gara in Portogallo iniziasse, il team Williams Renault aveva già stabilito con precisione le mosse dei suoi piloti. “Il piano era di staccare le McLaren”, ha dichiarato poi Riccardo Patrese, “Poi, quando Mansell fosse stato dietro di me, l’avrei fatto passare.”. Sfortunatamente il destino aveva altri piani, e non erano a favore di Nigel Mansell.

Le prove furono un’emozionante battaglia tra Williams e McLaren con a sorpresa le “seconde” guide Patrese e Gehrard Berger, come protagonisti. Su una pista spazzata da un temporale notturno, Ayrton Senna e Mansell, al loro primo tentativo, provarono senza riuscirci a battere i tempi del venerdi e a detronizzare Berger. Anche Patrese ci provò ma il suo motore cedette, creandogli problemi per il secondo tentativo, essendo il muletto assegnato a Mansell.

Nigel fece il suo ultimo tentativo portandosi in prima fila, davanti a Senna, ma Ayrton uscì a sua volta e si rimise davanti a Nigel. Allora Frank Williams diede il muletto a Patrese. “Non pensavo di potercela fare col muletto,” disse Riccardo, “ma la pista continuava a migliorare e la macchina rispondeva bene.” Patrese, a sorpresa, si ritrovò in Pole Position.

Pensereste che avere Senna in seconda fila invece che davanti fosse un’ottima notizia per Nigel. Ma egli, invece di esserne contento, era furioso perchè la Williams aveva dato il muletto a Patrese. Ho sempre detto che è difficile capire Nigel Mansell, e questo suo comportamento mi confondeva ancora di più.

Il giorno della gara la Ferrari sembrava aver preso il termine “riscaldamento” un po’ troppo alla lettera. In una sessione che vide le Williams ai primi due posti, la Ferrari di Alain Prost prese fuoco a causa di un condotto della benzina che perdeva. Dovette saltar fuori dalla macchina prima ancora che fosse ferma.

Tra giornalisti si scommetteva su quante partenze ci sarebbero state, a causa della secca curva al termine del rettifilo principale. In realtà, tutte le vetture passavano la prima curva senza incidenti, ma per un pelo. Patrese partiva bene dalla pole e se ne andava, ma Mansell, dalla seconda fila, saltava dappertutto e a un certo punto tagliava la pista verso Senna, che doveva lasciarlo passare per evitare in contatto. “Se non avessi rallentato,” ha poi detto Senna, “avremmo avuto un grosso incidente”. Berger ha detto, “se non avessi fatto passare Nigel ci saremmo schiantati”. Quello che non capisco è il perchè i commissari non assegnino penalità severe quando i piloti guidano così pericolosamente.

Con Patrese che aveva già un bel secondo e mezzo su Mansell alla fine del primo giro, le due Williams se ne fuggivano lontane, lasciando ben indietro le McLaren di Berger e Senna. Ancora più indietro, le Ferrari duellavano tra di loro, con Alesi che riusciva a passare Prost. A ogni tornata uno dei due tra Patrese e Mansell faceva segnare il giro più veloce. Poi, al 18esimo giro, le due Williams passavano davanti ai box appaiate, Mansell superava Patrese. Fino a questo momento tutto andava secondo i piani.

Al 30esimo giro, mentre molti dei capofila iniziavano i loro pit-stop, il piano della Williams andava in pezzi. Mansell faceva un pit-stop molto veloce (7.75 secondi). Il meccanico che aveva infilato la posteriore destra guardava il suo partner inserire il bullone con la pistola ad aria, e alzava il braccio a significare che il lavoro era fatto. In realtà, il meccanico non sapeva che il bullone aveva il filetto alla rovescia e che il collega l’aveva quindi rimosso. Stava per sostituirlo con un altro, ma l’addetto al cric, pensando che tutto fosse in ordine, abbassava la vettura. Vedendo l’auto di nuovo sulle 4 ruote, il Team Manager Peter Windsor segnalava a Mansell di partire. Non appena la Williams scattava nella corsia di accelerazione, la ruota se ne rotolava via per i box, colpendo, per fortuna senza conseguenze, due meccanici della Tyrrell.

I meccanici di Nigel rincorrevano la macchina, che si era fermata ai box Jordan (contro le regole) con la posteriore sinistra ancora nella corsia di ingresso. Rimpiazzavano la ruota – il che costò altro tempo prezioso – e Mansell tornava in gara al 17esimo posto, distaccato di oltre un giro.

Patrese, capendo che c’era qualche problema, ritardava il suo rapido pit-stop e rientrava in pista 10 secondi davanti a Senna. Berger non stava inseguendo Ayrton, così il brasiliano si faceva da parte, per poi dover rallentare quando il motore del compagno di squadra esplodeva davanti a lui il giro successivo. Due giri dopo la Ferrari di Prost seguiva lo stesso destino.

Mansell andava come un pazzo, segnando il giro più veloce e sdoppiandosi. Sebbene fosse ancora sesto e distaccato, calcolavo che a quel ritmo avrebbe potuto recuperare fino al terzo posto.

Fatica sprecata. La McLaren aveva inviato una protesta, dicendo che Mansell aveva contravvenuto all’articolo 133 del regolamento FIA, sostando ai box nella corsia di decelerazione/accelerazione invece che in quella interna. Al 50esimo giro lo stesso Jean Marie Balestre mostrava a Mansell la bandiera nera, la sua gara terminava.

Dopodichè Patrese e Senna rallentarono il ritmo, sapendo che in nessun modo potevano essere raggiunti. Ma Alesi e Pierluigi Martini lottavano fino al traguardo, con il pilota della Minardi che spingeva su Alesi fino alla fine. Nelson Piquet finiva quinto, davanti al compagno di squadra Michael Schumacher, che era così andato incredibilmente a punti in due delle sue prime tre gare in F1.

La previsione di Patrese, secondo cui la gara sarebbe stata vinta ai box si era avverata, ma non come pensava lui. Tuttavia tutti saranno d’accordo che la vittoria di Riccardo – la 50esima della Williams – è stata pienamente meritata. Non solo è arrivata dopo una grande prestazione in prova, ma ha anche mostrato la sua altruistica disposizione a cedere il comando a Nigel Mansell per il bene della squadra.

 

CLASSIFICA FINALE
Pos. Pilota Partenza Team Giri Tempo/Distacco
1 Riccardo Patrese 1 Williams-Renault 71 1hr 35m 42.304s
2 Ayrton Senna 3 McLaren-Honda 71 - 20.941s
3 Jean Alesi 6 Ferrari 71 - 53.554s
4 Pierluigi Martini 8 Minardi-Ferrari 71 - 1m 03.498s
5 Nelson Piquet 11 Benetton-Ford 71 - 1m 10.033s
6 Michael Schumacher 10 Benetton-Ford 71 - 1m 16.582s
7 Mauricio Gugelmin 7 Leyton House-Ilmor 70 -1 giro
8 Andrea de Cesaris 14 Jordan-Ford 70 -1 giro
9 Gianni Morbidelli 13 Minardi-Ferrari 70 -1 giro
10 Roberto Moreno 16 Jordan-Ford 70 -1 giro
11 Erik Comas 23 Ligier-Lamborghini 70 -1 giro
12 Martin Brundle 19 Brabham-Yamaha 69 -2 giri
13 Satoru Nakajima 21 Tyrrell-Honda 68 -3 giri
14 Mika Hakkinen 26 Lotus-Judd 68 -3 giri
15 Michele Alboreto 24 Footwork-Ford 68 -3 giri
16 Thierry Boutsen 20 Ligier-Lamborghini 68 -3 giri
17 Ivan Capelli 9 Leyton House-Ilmor 64 Uscita di pista
  Stefano Modena 12 Tyrrell-Honda 56 Motore
  Nigel Mansell 4 Williams-Renault 51 Squalificato
  Aguri Suzuki 25 Lola-Ford 40 Trasmissione
  Alain Prost 5 Ferrari 39 Motore
  Gerhard Berger 2 McLaren-Honda 37 Motore
  Emanuele Pirro 17 Dallara-Judd 18 Motore
  J J Lehto 18 Dallara-Judd 14 Cambio
  Mark Blundell 15 Brabham-Yamaha 12 Sospensione
  Johnny Herbert 22 Lotus-Judd 1 Motore
Giro più veloce
Nigel Mansell - 1m 18.179s (giro 36)
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