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1991 Messico GP
Il Numero Due è il Numero Uno
La
Williams domina e realizza una doppietta I Messico, vendicando la delusione di
Montreal. Ma è stata una battaglia fino alla bandiera a scacchi. DI
JOE SAWARD
Città
del Messico non è il tipo di posto da vacanze organizzate e sorrisi zuccherosi.
Dal momento in cui l’aereo atterra, tutto è America Latina. Questo posto è
allo stesso tempo eccitante, terrificante e molto triste. ‘Città del Messico
è la città più caotica del mondo’, ha detto a un giornale questa settimana
Oscar Mauro Ramirez, ex deputato al Parlamento. ‘Corruzione, violenza, e
problemi politico-economici hanno cambiato totalmente l’aspetto del Distretto
Federale, che una volta era una città sicura, pulita e piacevole.
Ramirez
ha contunuato, suggerendo che la polizia è responsabile e coinvolta nel 15% dei
crimini che accadono in città.
Non
c’è nulla qui del Messico romantico di cui scrissero D.H. Lawrence, Malcolm
Lowry e Gabriel Garcia Marquez. Forse, oltre i vulcani che circondano la città,
il Messico è un paese bellissimo. Ma siccome le montagne non si possono vedere
attraverso lo smog, è difficile immaginare cosa ci sia al di là di esso.
La
città, oggi considerata la più grande del mondo, si spande in tutte le
direzioni in questa valle piatta – una volta il letto di un grande lago. La
crescita della città è limitata solo dalla presenza delle montagne. Ti strega,
ti preoccupa e spaventa, e tuttavia, sotto alle brutture e allo stress c’è la
voglia rabbiosa di vivere la vita appieno.
Una
volta questo posto era la culla della civiltà Maya, ma oggi è una brutta copia
di Los Angeles. Lo splendore coloniale di imperi passati lo si incontra dovunque
– ma si sta sgretolando. E così anche l’autodromo Fratelli Rodriguez. ‘La
pista è in cattivo stato’, ha spiegato l’uomo del momento in F1 Riccardo
Patrese. ‘Il fondo è irregolare e c’è poca aderenza, come da
nessun’altra parte. È anche difficile capire se la macchina va bene. Ma il
peggio è l’aria, rarefatta e inquinata, si fa fatica a respirare e bruciano
gli occhi’.
In
realtà il livello di inquinamento era più basso del solito, a causa della
pioggia che ha ripulito l’aria, così, in cambio dell’aria pulita, abbiamo
dovuto accettare un bel bagno.
All’inizio
delle pre-qualifiche al venerdi mattina, era umido. Era chiaro che gli ultimi
minuti della sessione, con la pista che si asciugava, sarebbero stati quelli
importanti.
Gli
ultimi giri furono infatti molto eccitanti e negli ultimi due minuti la prima
posizione cambiò pardone quattro volte: prima Bertrand Gachot, poi JJ Lehto,
poi Andrea Decesaris e alla fine di nuovo Lehto.
Emanuele
Pirro si è perso questa lotteria, essendo uscito all’inizio delle prove. Poi
si è girato di nuovo col muletto, restando in bilico su un cordolo, incapace di
muoversi. Il weekend di Emanuele era finito. Quasi tutti sono stati per un
momento nei primi quattro, ma quando la bandiera a scacchi è stata sventolata
l’ordine era Lehto, un’impressionante Olivier Grouillard, DeCesaris e Larini.
Gachot era quinto e distrutto.
Pochi
istanti dopo, cominciò a girare la voce che la Macchina di Larini non aveva
l’alettone posteriore in regola. Sarebbe stato escluso e Gachot tornava tra i
partenti. La pista si stava ancora asciugando quando la maggior parte dei piloti
uscì per il primo giro veloce e ci furono molti testacoda, mentre i più
guidavano con molta cautela. All’ultimo minuto di prove La McLAren di Ayrton
Senna otteneva il miglior tempo. Si tornava al solito 1991 – dopo il dominio
Williams in canada.
O
no? Nigel Mansell era secondo e Patrese terzo. L’Italiano non si stava
divertendo molto, perchè soffriva di uno degli effetti collaterali meno
piacevoli di Città del Messico: violenti disturbi di stomaco denominati La
Vendetta di Montezuma
Venerdi
mattina stava veramente male, piegato in due dal dolore, correndo a intervalli
irregolari verso quello che i messicani chiamano erroneamente ‘rest-room’.
Ma Riccardo è come un rinoceronte alla carica, non è facile fermarlo. A
Montreal ha fatto la pole nonostante il torcicollo. In Messico, con disturbi
localizzati da altre parti del corpo, Riccardo era altrettanto veloce. ‘Stavo
bene quando sono uscito dall’Hotel,’ ha spiegato, ‘ma poi le prove sono
state un incubo’. È riuscito a fare pochissimi giri al mattino.
Le
prime file erano più o meno le solite: Senna, Mansell, Patrese, Jean Alesi con
la Ferrari, Nelson Piquet e Roberto Moreno con le Benetton, l’altra McLaren di
Gehrard Berger.
I
primi dieci erano completati da De Cesaris, Ivan Capelli e Gianni Morbidelli.
Alain Prost era lontanissimo, al 15esimo posto, con problemi di motore e una
perdita d’olio. Quando la sessione pomeridiana cominciò il clima era più
caldo ma era sempre nuvoloso. Tutti erano molto cauti perchè erano sicuri che
la pista sarebbe migliorata con i minuti, e furono pochi a scendere in pista nei
primi dieci minuti. Poi Olivier Grouillard faceva il miglior tempo con la
Fondmetal. Fece il giro in 1’19”617 – che era un ottimo tempo. La pista
era dunque così tanto migliorata dal mattino? Cinque minuti dopo Roberto Moreno
usciva per il suo primo giro veloce, non riuscendo a battere Grouillard. Tutti
fecero un bel respiro, pensando: cosa sta succedendo?
Nelson
Piquet usciva subito dopo, nemmeno lui batteva Grouillard…
Ma
dopo dieci minuti il momento di gloria di Grouillard terminava, quando Alesi
passava il traguardo con il tempo di 1’18”653. Poi Berger girava ancora più
veloce. Dopo 23 minuti Senna usciva dai box, come sempre puntualissimo. La
McLaren saltava un po’ da tutte le parti e il giro non sembrava granchè. Ma
era 1’17”264. La pista stava diventando più veloce e, mentre si avvicinava
la mezz’ora di prove, molti dei favoriti uscirono, seguendo l’esempio di
Senna. Patrese era secondo, Mansell quinto, ma poi Grouillard migliorò di nuovo
il suo tempo…
A
questo punto Olivier era quinto dietro a Senna, Patrese, Berger e Prost. Molto
strano. A 15 minuti dal termine Patrese usciva di nuovo e questa volta era più
veloce di Senna – 1’16”696. Sei minuti dopo Mansell conquistava il secondo
tempo, tre decimi più lento del suo numero due. L’andamento della stagione si
ripeteva ancora una volta. Molti dei favoriti avevano ancora un set di gomme, e
meno male, perchè la performance della piccola Fondmetal stava imbarazzando
molti dei grossi calibri…
La
rimonta tuttavia veniva ritardata, perchè Bertrand Gachot entrava di gran
carriera alla Curva Peralta – ancora la migliore curva dell’anno in F1, e
perdeva il controllo. ‘non so cos’è successo,’ ha detto, ‘le gomme
hanno improvvisamente perso aderenza. Non ho potuto farci nulla’. La Jordan ha
piroettato finendo in una nube di sabbia e colpendo molto forte le barriere con
il posteriore. Fu esposta la bandiera rossa e per 15 minuti la pit lane rimase
silente. Vogliosi di fare i loro tempi, i più forti si allineavano per
l’ultimo giro a disposizione: Senna, Piquet, Moreno, Prost. Non appena fu
esposta bandiera verde partirono: cinque minuti a disposizione e molto ancora da
decidere.
Dopo
te minuti la bandiera rossa appariva di nuovo. Un’altro grosso incidente alla
Peralta. Stavolta era Senna, con la sua McLaren rovesciata nella sabbia. ‘Sono
entrato troppo largo e troppo veloce’, ha spiegato, ‘il problema era che
avevo la Quinta troppo corta e stavo inserendo la sesta con una sola mano sul
volante, quando ho toccato un dosso e ho perso il controllo. Sono finito sull
aparte sporca della pista e non ho potuto controllare la vettura’ La McLaren
si è girata di 180 gradi e ha colpito il muro con l’anteriore destra,
saltando e colpendolo ancora con la posteriore sinistra. Le gomme, schiacciate
contro il muro, hanno fatto rimbalzare la Mc Laren in alto per poi ribaltarsi.
Ayrton
ritornava rapidamente ai box, pronto per ripartire subito. ‘Sono pronto per
farne un altro domani’ scherzava Ayrton. La sessione si era fermata di nuovo
con le due Williams che monopolizzavano la prima fila. Senna, nonostante
l’incidente, era terzo, con Alesi quarto, Berger quinto e Piquet sesto. Poi
Prost e Grouillard. Scusate, lo scrivo di nuovo. Prost di poco davanti a
Grouillard, incredibile Fondmetal. Moreno e Stefano Modena con la Tyrrell
completavano le prime 10. Da notare la grande performance di Mark Blundell, che
ha portato la Brabham Yamaha all’11esimo posto, mentre gli altri erano più o
meno al loro posto, sebbene Suzuki per il momento fosse fuori dalla griglia,
essendo uscito di pista e dovendo dividere la macchina con Bernard.
Probabilmente avrebbe avuto un’altra chance il Sabato, se il tempo teneva.
Aguri
deve essere stato un po’ arrabbiato al risveglio del Sabato, perchè Città
del Messico era nel bel mezzo di un grosso temporale. Le strade erano allagate.
Sembrava proprio che la giornata fosse persa.
La
pista messicana ha molto poco grip con l’asciutto, e col bagnato è
assolutamente traditrice. Quando le prove non ufficiali cominciarono la pioggia
aveva smesso e le macchine stavano asciugando la pista. Si videro alcuni
testacoda, in particolare Alesi e Mansell, ma Nigel era il più veloce con
Modena secondo davanti alle due McLaren. Le due Jordan, le Larrousse e Olivier
Grouillard completavano le prime 10. Ma qualche goccia di pioggia cadeva ancora
all’inizio delle prove ufficiali, e sembrava non ci fosse niente da fare.
Alcuni
piloti misero fuori il naso, ma la pista era almeno due secondi più lenta del
venerdi. Alesi ebbe un altro testacoda tentando un giro al massimo. Dopo dieci
minuti sulla pista c’era il completo silenzio.. Dopo 25 minuti Ayrton usciva a
dare un’occhiata. Subito dopo Berger usciva e ci lasciava il musetto, contro
una barriera. La pista si stava asciugando e alcuni miglioramenti venivano fatti
segnare dai piloti più indietro.
Poi
ricomiciò a piovere, i box erano asciutti, ma la parte opposta del circuito era
una pista di pattinaggio, bagnatissima la parte nord. Le posizioni erano fissate.
I primi sette rimanevano gli stessi, comunque Patrese fece 1’17”192, il
tempo più veloce della sessione. Modena e Moreno riuscivano a saltare
Grouillard in griglia e diventavano ottavo e nono, DeCesaris risaliva
all’11esimo e Thierry Boutsen otteneva il 14esimo posto con la Ligier.
Michele
Alboreto fece un buon lavoro, qualificando la Footwork all’ultimo posto
disponibile, mentre Suzuki, con gli occhi che brillavano e i denti stretti,
saltava al 19esimo posto appena prima che la pioggia ricominciasse. Fare la pole
era una bella cosa – e Patrese era felice di ciò – ma fare un giro va bene.
Sarebbe riuscito, debole com’era, a farne 69? ‘È come a Montreal,’
spiegava Riccardo, ‘Un giro lo posso fare, ma un’intera gara non lo so. Lo
stomaco ora è a posto, ma somo ancora debole.’
‘Credo
di aver fatto la Pole grazie alla macchina perfetta. Ieri mi ha portato in giro
lei. Io non stavo bene e lei ha fatto il lavoro.
Era
poi Senna a esprimere il pensiero di tutti alla fine delle prove. ‘Sarebbe
stato difficile battere le Williams qui’, ha detto. Sarebbe stato lo stesso
Domenica?
LA
GARA: Non era una grande sorpresa che le
Williams Renault dominassero il warm-up, ma ci fu qualche problema: Mansell non
era convinto dell’assetto della propria vettura, e il motore sembrava giù di
potenza. Avrebbe usato il muletto per la gara.
Anche
Jean Alesi aveva problemi, avendo terminato il warm-up contro un muro, con Alesi
che saltellava via dalla macchina con una contusione al piede sinistro. Martin
Brundle aveva anche lui i suoi problemi, dopo un incidente che lo aveva lasciato
con dolori al collo. Molta parte della mattina veniva utilizzata per valutare
quali gomme usare, con scelte molto varie. Le Goodyear usavano per lo più le C,
pochi le B, mentre le Pirelli avevano selezioni di ogni tipo.
Tutto
ciò spariva nel momento in cui, tutti pronti, con I motori al massimo dei giri,
di colpo si vedevano bandiere gialle dappertutto. Nel giro di ricognizione la
Dallara di JJ Lehto aveva preso fuoco. Il finlandese non sembrava molto
preoccupato – o forse non se n’era accorto – e si allineava normalmente al
suo posto in griglia.
Con
i motori ancora tirati al massimo in attesa del verde, un pompiere saltava il
muretto per spegnere il fuoco. Non è chiaro se egli abbia reagito alle bandiere
gialle o se ne sia stato la causa. JJ si è limitato a spegnere il motore.
Sarebbe ripartito con la stessa macchina.
Ci
fu un secondo tentativo di partire, altrettanto confuso. La versione ufficiale
è che Olivier Grouillard aveva fatto spegnere il motore e alzato la mano,
causando il sollevarsi delle bandiere gialle e la partenza veniva sospesa.
Olivier invece diceva di aver spento il motore solo dopo aver visto le bandiere
gialle e aveva alzato la mano per indicare che aveva effettuato lo spegnimanto.
Il risultato fu che Olivier fu spedito in ultima fila per la terza partenza.
Qualcuno
suggeriva che, semplicemente, i messicani amano sventolare bandiere gialle per
aggiungere altro spettacolo alla partenza di una gara…
I
ritardi permisero ai meccanici di lavorare ancora un po’ con le macchine prima
del via, Patrese in particolare riceveva molti interventi. Finalmente si
allineavano sulla griglia, con Grouillard in fondo, al posto di Michele Alboreto,
la cui Footwork era stata spinta nella corsia box, non essendo partita al terzo
via.
Questa
volta ce la fecero, ed era una partenza spettacolare, con Mansell che superava
Patrese. Il resto seguiva Mansell serpeggiando lungo la prima curva, lottando
per guadagnare posizioni.
‘Non
sono partito molto bene’, ha detto poi Riccardo. ‘Alla prima curva ero
quarto!’
Mansell
era in testa con Alesi secondo e Senna terzo. Berger, Piquet , Modena e
DeCesaris seguivano Patrese quarto, mentre Alain Prost si trovava bloccato al
nono posto. Thierry Boursen, d’altra parte, aveva fatto una gran partenza, dal
14esimo all’undicesimo posto alla fine del primo giro. Grouillard, in coda,
furioso per la punizione inflittagli, aveva guadagnato tre posizioni.
Senna
passava presto Alesi, mentre Modena si liberava di Piquet per il settimo posto.
Mentre Senna inseguiva Mansell, anche Riccardo Patrese prendeva il proprio ritmo
e presto era Riccardo a occupare il centro dell’attenzione, superava Alesi, e,
una volta Raggiunto Senna, passava anche quest’ultimo, mettendosi alla caccia
di Mansell.
Nei
primi frenetici giri Berger si ritirava in modo spettacolare. ‘Sebbene la
temperatura del motore fosse normale alla terza partenza, non mi suonava giusto
fin dal primo giro,’ ha spiegato. Dopo cinque giri il V12 Honda esplodeva
violentemente mentre Gerhard passava davanti ai box. Nello stesso giro Pierluigi
Martini scompariva in una nuvola di sabbia e polvere con una secca uscita di
strada.
Davanti
c’erano molti duelli mentre il gruppo pressava Mansell.
‘Il
problema, ‘ spiegava Nigel, ‘era che il mio motore si stava surriscaldando
un po’ all’inizio e…non so perchè, ma mi mancava velocità in rettilineo.’
All’11esimo
giro era ormai chiaro che Nigel stava facendo da tappo al gruppo, perchè tutti
si erano avvicinati e Patrese era emerso secondo dalla battaglia. Ora sembrava
intenzionato a raggiungere e superare il compagno di squadra.
Al
13esimo giro la coppia passò davanti ai box fianco a fianco, per darsi
battaglia alla staccata alla fine del rettilineo. Ambedue bloccarono le ruote, e
Nigel rimase davanti. Al giro seguente erano di nuovo appaiati e Nigel sbatteva
la porta di nuovo. Nei box Frank Williams era chiaramente nervoso.
Sembrava
ormai normale procedere affiancati per il duo Williams, e nei veloci cambi di
traiettoria dietro ai box nessuno dei due voleva cedere. Era un momento favoloso,
che vide Riccardo alla fine costringere Nigel a un piccolo errore e prendere il
comando. Poi lasciò andare il gas e la FW14 se ne andò. Ai giri 16, 17 e 18
Riccardo fece registrare tre consecutivi giri più veloci, guadagnando
rapidamente 6 secondi di vantaggio. Dietro di lui Nigel doveva stare attento a
Senna, che a sua volta aveva Piquet che gli alitava sul collo. Modena aveva ora
perso terreno, le gomme usurate, e Alesi lasciava il gruppo con un gran
testacoda al 15esimo giro, per riprendere l’inseguimento dal nono posto.
Riccardo
lasciava che l’interesse della corsa si spostasse sulle posizioni di rincalzo,
mentre progressivamente guadagnava terreno.
‘La
macchina è stata veramente perfetta per tutta la gara e non ho mai avuto alcun
problema. Quando guidi così concentrato, ogni problema fisico passa in secondo
piano.’
Mentre
Riccardo Patrese spariva in lontananza, gli inseguitori si dedicavano alle loro
battaglie, Senna si difendeva da un Piquet determinato. DeCesaris, Moreno e
Alesi in recupero mantenevano l’interesse ad alti livelli, mentre alle loro
spalle c’erano duelli anche nel gruppo.
Gruppo
che si andava assottigliando: La gara di Grouillard era durata poco a causa di
una perdita d’olio da un manicotto che gli aveva asciugato il motore. Prost
spariva dopo sedici giri con problemi di accensione. Tutte e due le Leyton House
erano uscite presto per problemi di motore.
Al
20esimo giro la Brabham di Martin Brundle aveva abbandonato la gara in modo
spettacolare. Dopo un pit stop per le gomme Martin aveva perso la posteriore
destra. Intanto si era arrivati al 30esimo giro in quelli che erano sembrati
pochi istanti. Patrese aveva 20 secondi su Nigel, seguito da Ayrton, DeCesaris,
Alesi e Modena. Nelson Piquet era con loro, ma si era dovuto fermare per un
cambio gomme. Più indietro Bertrand Gachot e JJ Lehto si affrontavano
tenacemente per il settimo posto, sebbene il finlandese si ritirasse dopo poco
per la rottura del motore. Dietro di loro Eric Bernard e Mark Blundell
combattevano, e così facevano Gianni Morbidelli e Aguri Suzuki, con Thierry
Boutsen in mezzo alle due Lotus. E le Tyrrell? Una scelta di gomme disastrosa li
aveva costretti a un via vai al box che li aveva tolti dal vivo della gara.
Gli
attacchi di Senna a Mansell aumentarono.
‘Cel’ho
messa tutta,’ ha detto Ayrton. ‘Ero in grado di mantenere il passo di Nigel,
ma non di superarlo. Ho provato ma ho capito che era impossibile. Era molto
eccitante correre così attaccato a Nigel. Lui non mi ha certo reso la vita
facile. Le mie temperature erano un po’ alte a causa dell’altitudine e anche
perchè stavo dietro a Nigel e ad altre vetture, così il motore ha perso un
poco di spunto.’ La battaglia durò 15 giri, poi Mansell improvvisamente
accelerò. Durante la battaglia la coppia doveva anche guardarsi le spalle da
Alesi, DeCesaris e Moreno, mentre anche Piquet recuperava rapidamente.
Alesi
scompariva presto per il cedimento della frizione, dopo di lui, all44esimo giro,
era la volta di Piquet, che si avviava ai box fumando, a causa del cedimento del
cuscinetto di una ruota. Corsa finita. Dopo quattro giri Moreno perdeva contatto
dai primi, a causa delle gomme rovinate. Avvertì I box via radio, ma non
capirono e giunse così inaspettato. Questo lasciava le due Jordan in quarta e
quinta posizione, Eddie Jordan era molto eccitato. Più indietro Bernard,
Blundell, Morbidelli e Boutsen erano ormai staccati l’uno dall’altro, mentre
le due Lotus continuavano la loro corsa in tandem.
L’improvvisa
accelerazione di Mansell accadeva quando Patrese aveva 25 secondi di vantaggio.
‘A due terzi di gara abbiamo arricchito la miscela,’ ha spiegato Nigel.
‘C’erano
voluti 15-20 giri, poi decisi di provarci. Stavo guidando al 110%. Non avrei
potuto andare più forte di così’. Senna lo lasciava andare, era chiaro che
non poteva competere. ‘Avevo il motore al limite con le temperature, e capii
che la cosa principale era a quel punto arrivare alla fine senza problemi, per
fare punti per il campionato.’ Ha spiegato. Il distacco si assottigliava
rapidamente. Nigel segnava giri più veloci su giri più veloci – sette
miglioramenti consecutivi che gli fecero portare il record sotto a 1’17” –
un risultato notevole. Ma Riccardo era sempre in vantaggio.
‘Nigel
spingeva molto forte,’ ha raccontato, ‘Io andavo al 98%.’ Gli ultimi giri
erano tali da togliere il respiro e mentre iniziavano l’ultimo giro Mansell
era proprio dietro a Patrese – Avrebbe potuto compiere il miracolo?
Tutti
gli altri venivano dimenticati, ed è un peccato, perchè si videro belle cose:
La gara di Gachot terminò con una delusione quando uscì di pista tentando di
inserire la Quinta marcia e trovando la folle. Pochi attimi dopo Blundell, che
era settimo (una posizione vitale per la Brabham, che le avrebbe permesso di non
partecipare più alle pre-qualifiche) si fermò per il cedimento del motore. Così
Bernard saliva al sesto posto, il che aiuta molto la Larrousse, molto bisognosa
di risultati. In quei parossistici momenti finali veniva in mente il sorpasso di
Mnigel a Berger del 1990, all’esterno della Peralda al penultimo giro. Ma
questa volta non c’era niente da fare. La gara era di Riccardo – e
giustamente, anche perchè l’italiano ha guidato bene tutto l’anno. Mentre
iniziavano le celebrazioni c’era ancora un po’ di suspence per Boutsen e per
DeCesaris, che tagliarono il traguardo praticamente a motore spento.
‘Dopo
che Ayrton ha vinto le prime quattro gare mi sono detto: Non voglio più pensare
al campionato,’ diceva un felicissimo Riccardo. ‘Credo che oggi qualcosa sia
cambiato, perchè pare proprio che la macchina sia competitiva, e Ayrton ha un
po’ di problemi con la sua, sebbene abbia ancora un grande vantaggio.’
Aytron è d’accordo. ‘Credo che questo dimostri che il campionato è ancora
aperto. A meno di non migliorare la macchina alla svelta, avremo problemi nel
continuo della stagione’. Lasciamo l’ultima parola a Nigel Mansell. ‘È
stata una grande gara’. Lo è stata di certo.
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