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Associazione Mondiale Piloti per la Solidarietà

 

1991 Messico GP

Il Numero Due è il Numero Uno

La Williams domina e realizza una doppietta I Messico, vendicando la delusione di Montreal. Ma è stata una battaglia fino alla bandiera a scacchi.

DI JOE SAWARD

Città del Messico non è il tipo di posto da vacanze organizzate e sorrisi zuccherosi. Dal momento in cui l’aereo atterra, tutto è America Latina. Questo posto è allo stesso tempo eccitante, terrificante e molto triste. ‘Città del Messico è la città più caotica del mondo’, ha detto a un giornale questa settimana Oscar Mauro Ramirez, ex deputato al Parlamento. ‘Corruzione, violenza, e problemi politico-economici hanno cambiato totalmente l’aspetto del Distretto Federale, che una volta era una città sicura, pulita e piacevole.

Ramirez ha contunuato, suggerendo che la polizia è responsabile e coinvolta nel 15% dei crimini che accadono in città.

Non c’è nulla qui del Messico romantico di cui scrissero D.H. Lawrence, Malcolm Lowry e Gabriel Garcia Marquez. Forse, oltre i vulcani che circondano la città, il Messico è un paese bellissimo. Ma siccome le montagne non si possono vedere attraverso lo smog, è difficile immaginare cosa ci sia al di là di esso.

La città, oggi considerata la più grande del mondo, si spande in tutte le direzioni in questa valle piatta – una volta il letto di un grande lago. La crescita della città è limitata solo dalla presenza delle montagne. Ti strega, ti preoccupa e spaventa, e tuttavia, sotto alle brutture e allo stress c’è la voglia rabbiosa di vivere la vita appieno.

Una volta questo posto era la culla della civiltà Maya, ma oggi è una brutta copia di Los Angeles. Lo splendore coloniale di imperi passati lo si incontra dovunque – ma si sta sgretolando. E così anche l’autodromo Fratelli Rodriguez. ‘La pista è in cattivo stato’, ha spiegato l’uomo del momento in F1 Riccardo Patrese. ‘Il fondo è irregolare e c’è poca aderenza, come da nessun’altra parte. È anche difficile capire se la macchina va bene. Ma il peggio è l’aria, rarefatta e inquinata, si fa fatica a respirare e bruciano gli occhi’.

In realtà il livello di inquinamento era più basso del solito, a causa della pioggia che ha ripulito l’aria, così, in cambio dell’aria pulita, abbiamo dovuto accettare un bel bagno.

All’inizio delle pre-qualifiche al venerdi mattina, era umido. Era chiaro che gli ultimi minuti della sessione, con la pista che si asciugava, sarebbero stati quelli importanti.

Gli ultimi giri furono infatti molto eccitanti e negli ultimi due minuti la prima posizione cambiò pardone quattro volte: prima Bertrand Gachot, poi JJ Lehto, poi Andrea Decesaris e alla fine di nuovo Lehto.

Emanuele Pirro si è perso questa lotteria, essendo uscito all’inizio delle prove. Poi si è girato di nuovo col muletto, restando in bilico su un cordolo, incapace di muoversi. Il weekend di Emanuele era finito. Quasi tutti sono stati per un momento nei primi quattro, ma quando la bandiera a scacchi è stata sventolata l’ordine era Lehto, un’impressionante Olivier Grouillard, DeCesaris e Larini. Gachot era quinto e distrutto.

Pochi istanti dopo, cominciò a girare la voce che la Macchina di Larini non aveva l’alettone posteriore in regola. Sarebbe stato escluso e Gachot tornava tra i partenti. La pista si stava ancora asciugando quando la maggior parte dei piloti uscì per il primo giro veloce e ci furono molti testacoda, mentre i più guidavano con molta cautela. All’ultimo minuto di prove La McLAren di Ayrton Senna otteneva il miglior tempo. Si tornava al solito 1991 – dopo il dominio Williams in canada.

O no? Nigel Mansell era secondo e Patrese terzo. L’Italiano non si stava divertendo molto, perchè soffriva di uno degli effetti collaterali meno piacevoli di Città del Messico: violenti disturbi di stomaco denominati La Vendetta di Montezuma

Venerdi mattina stava veramente male, piegato in due dal dolore, correndo a intervalli irregolari verso quello che i messicani chiamano erroneamente ‘rest-room’. Ma Riccardo è come un rinoceronte alla carica, non è facile fermarlo. A Montreal ha fatto la pole nonostante il torcicollo. In Messico, con disturbi localizzati da altre parti del corpo, Riccardo era altrettanto veloce. ‘Stavo bene quando sono uscito dall’Hotel,’ ha spiegato, ‘ma poi le prove sono state un incubo’. È riuscito a fare pochissimi giri al mattino.

Le prime file erano più o meno le solite: Senna, Mansell, Patrese, Jean Alesi con la Ferrari, Nelson Piquet e Roberto Moreno con le Benetton, l’altra McLaren di Gehrard Berger.

I primi dieci erano completati da De Cesaris, Ivan Capelli e Gianni Morbidelli. Alain Prost era lontanissimo, al 15esimo posto, con problemi di motore e una perdita d’olio. Quando la sessione pomeridiana cominciò il clima era più caldo ma era sempre nuvoloso. Tutti erano molto cauti perchè erano sicuri che la pista sarebbe migliorata con i minuti, e furono pochi a scendere in pista nei primi dieci minuti. Poi Olivier Grouillard faceva il miglior tempo con la Fondmetal. Fece il giro in 1’19”617 – che era un ottimo tempo. La pista era dunque così tanto migliorata dal mattino? Cinque minuti dopo Roberto Moreno usciva per il suo primo giro veloce, non riuscendo a battere Grouillard. Tutti fecero un bel respiro, pensando: cosa sta succedendo?

Nelson Piquet usciva subito dopo, nemmeno lui batteva Grouillard…

Ma dopo dieci minuti il momento di gloria di Grouillard terminava, quando Alesi passava il traguardo con il tempo di 1’18”653. Poi Berger girava ancora più veloce. Dopo 23 minuti Senna usciva dai box, come sempre puntualissimo. La McLaren saltava un po’ da tutte le parti e il giro non sembrava granchè. Ma era 1’17”264. La pista stava diventando più veloce e, mentre si avvicinava la mezz’ora di prove, molti dei favoriti uscirono, seguendo l’esempio di Senna. Patrese era secondo, Mansell quinto, ma poi Grouillard migliorò di nuovo il suo tempo…

A questo punto Olivier era quinto dietro a Senna, Patrese, Berger e Prost. Molto strano. A 15 minuti dal termine Patrese usciva di nuovo e questa volta era più veloce di Senna – 1’16”696. Sei minuti dopo Mansell conquistava il secondo tempo, tre decimi più lento del suo numero due. L’andamento della stagione si ripeteva ancora una volta. Molti dei favoriti avevano ancora un set di gomme, e meno male, perchè la performance della piccola Fondmetal stava imbarazzando molti dei grossi calibri…

La rimonta tuttavia veniva ritardata, perchè Bertrand Gachot entrava di gran carriera alla Curva Peralta – ancora la migliore curva dell’anno in F1, e perdeva il controllo. ‘non so cos’è successo,’ ha detto, ‘le gomme hanno improvvisamente perso aderenza. Non ho potuto farci nulla’. La Jordan ha piroettato finendo in una nube di sabbia e colpendo molto forte le barriere con il posteriore. Fu esposta la bandiera rossa e per 15 minuti la pit lane rimase silente. Vogliosi di fare i loro tempi, i più forti si allineavano per l’ultimo giro a disposizione: Senna, Piquet, Moreno, Prost. Non appena fu esposta bandiera verde partirono: cinque minuti a disposizione e molto ancora da decidere.

Dopo te minuti la bandiera rossa appariva di nuovo. Un’altro grosso incidente alla Peralta. Stavolta era Senna, con la sua McLaren rovesciata nella sabbia. ‘Sono entrato troppo largo e troppo veloce’, ha spiegato, ‘il problema era che avevo la Quinta troppo corta e stavo inserendo la sesta con una sola mano sul volante, quando ho toccato un dosso e ho perso il controllo. Sono finito sull aparte sporca della pista e non ho potuto controllare la vettura’ La McLaren si è girata di 180 gradi e ha colpito il muro con l’anteriore destra, saltando e colpendolo ancora con la posteriore sinistra. Le gomme, schiacciate contro il muro, hanno fatto rimbalzare la Mc Laren in alto per poi ribaltarsi.

Ayrton ritornava rapidamente ai box, pronto per ripartire subito. ‘Sono pronto per farne un altro domani’ scherzava Ayrton. La sessione si era fermata di nuovo con le due Williams che monopolizzavano la prima fila. Senna, nonostante l’incidente, era terzo, con Alesi quarto, Berger quinto e Piquet sesto. Poi Prost e Grouillard. Scusate, lo scrivo di nuovo. Prost di poco davanti a Grouillard, incredibile Fondmetal. Moreno e Stefano Modena con la Tyrrell completavano le prime 10. Da notare la grande performance di Mark Blundell, che ha portato la Brabham Yamaha all’11esimo posto, mentre gli altri erano più o meno al loro posto, sebbene Suzuki per il momento fosse fuori dalla griglia, essendo uscito di pista e dovendo dividere la macchina con Bernard. Probabilmente avrebbe avuto un’altra chance il Sabato, se il tempo teneva.

Aguri deve essere stato un po’ arrabbiato al risveglio del Sabato, perchè Città del Messico era nel bel mezzo di un grosso temporale. Le strade erano allagate. Sembrava proprio che la giornata fosse persa.

La pista messicana ha molto poco grip con l’asciutto, e col bagnato è assolutamente traditrice. Quando le prove non ufficiali cominciarono la pioggia aveva smesso e le macchine stavano asciugando la pista. Si videro alcuni testacoda, in particolare Alesi e Mansell, ma Nigel era il più veloce con Modena secondo davanti alle due McLaren. Le due Jordan, le Larrousse e Olivier Grouillard completavano le prime 10. Ma qualche goccia di pioggia cadeva ancora all’inizio delle prove ufficiali, e sembrava non ci fosse niente da fare.

Alcuni piloti misero fuori il naso, ma la pista era almeno due secondi più lenta del venerdi. Alesi ebbe un altro testacoda tentando un giro al massimo. Dopo dieci minuti sulla pista c’era il completo silenzio.. Dopo 25 minuti Ayrton usciva a dare un’occhiata. Subito dopo Berger usciva e ci lasciava il musetto, contro una barriera. La pista si stava asciugando e alcuni miglioramenti venivano fatti segnare dai piloti più indietro.

Poi ricomiciò a piovere, i box erano asciutti, ma la parte opposta del circuito era una pista di pattinaggio, bagnatissima la parte nord. Le posizioni erano fissate. I primi sette rimanevano gli stessi, comunque Patrese fece 1’17”192, il tempo più veloce della sessione. Modena e Moreno riuscivano a saltare Grouillard in griglia e diventavano ottavo e nono, DeCesaris risaliva all’11esimo e Thierry Boutsen otteneva il 14esimo posto con la Ligier.

Michele Alboreto fece un buon lavoro, qualificando la Footwork all’ultimo posto disponibile, mentre Suzuki, con gli occhi che brillavano e i denti stretti, saltava al 19esimo posto appena prima che la pioggia ricominciasse. Fare la pole era una bella cosa – e Patrese era felice di ciò – ma fare un giro va bene. Sarebbe riuscito, debole com’era, a farne 69? ‘È come a Montreal,’ spiegava Riccardo, ‘Un giro lo posso fare, ma un’intera gara non lo so. Lo stomaco ora è a posto, ma somo ancora debole.’

‘Credo di aver fatto la Pole grazie alla macchina perfetta. Ieri mi ha portato in giro lei. Io non stavo bene e lei ha fatto il lavoro.

Era poi Senna a esprimere il pensiero di tutti alla fine delle prove. ‘Sarebbe stato difficile battere le Williams qui’, ha detto. Sarebbe stato lo stesso Domenica?

LA GARA: Non era una grande sorpresa che le Williams Renault dominassero il warm-up, ma ci fu qualche problema: Mansell non era convinto dell’assetto della propria vettura, e il motore sembrava giù di potenza. Avrebbe usato il muletto per la gara.

Anche Jean Alesi aveva problemi, avendo terminato il warm-up contro un muro, con Alesi che saltellava via dalla macchina con una contusione al piede sinistro. Martin Brundle aveva anche lui i suoi problemi, dopo un incidente che lo aveva lasciato con dolori al collo. Molta parte della mattina veniva utilizzata per valutare quali gomme usare, con scelte molto varie. Le Goodyear usavano per lo più le C, pochi le B, mentre le Pirelli avevano selezioni di ogni tipo.

Tutto ciò spariva nel momento in cui, tutti pronti, con I motori al massimo dei giri, di colpo si vedevano bandiere gialle dappertutto. Nel giro di ricognizione la Dallara di JJ Lehto aveva preso fuoco. Il finlandese non sembrava molto preoccupato – o forse non se n’era accorto – e si allineava normalmente al suo posto in griglia.

Con i motori ancora tirati al massimo in attesa del verde, un pompiere saltava il muretto per spegnere il fuoco. Non è chiaro se egli abbia reagito alle bandiere gialle o se ne sia stato la causa. JJ si è limitato a spegnere il motore. Sarebbe ripartito con la stessa macchina.

Ci fu un secondo tentativo di partire, altrettanto confuso. La versione ufficiale è che Olivier Grouillard aveva fatto spegnere il motore e alzato la mano, causando il sollevarsi delle bandiere gialle e la partenza veniva sospesa. Olivier invece diceva di aver spento il motore solo dopo aver visto le bandiere gialle e aveva alzato la mano per indicare che aveva effettuato lo spegnimanto. Il risultato fu che Olivier fu spedito in ultima fila per la terza partenza.

Qualcuno suggeriva che, semplicemente, i messicani amano sventolare bandiere gialle per aggiungere altro spettacolo alla partenza di una gara…

I ritardi permisero ai meccanici di lavorare ancora un po’ con le macchine prima del via, Patrese in particolare riceveva molti interventi. Finalmente si allineavano sulla griglia, con Grouillard in fondo, al posto di Michele Alboreto, la cui Footwork era stata spinta nella corsia box, non essendo partita al terzo via.

Questa volta ce la fecero, ed era una partenza spettacolare, con Mansell che superava Patrese. Il resto seguiva Mansell serpeggiando lungo la prima curva, lottando per guadagnare posizioni.

‘Non sono partito molto bene’, ha detto poi Riccardo. ‘Alla prima curva ero quarto!’

Mansell era in testa con Alesi secondo e Senna terzo. Berger, Piquet , Modena e DeCesaris seguivano Patrese quarto, mentre Alain Prost si trovava bloccato al nono posto. Thierry Boursen, d’altra parte, aveva fatto una gran partenza, dal 14esimo all’undicesimo posto alla fine del primo giro. Grouillard, in coda, furioso per la punizione inflittagli, aveva guadagnato tre posizioni.

Senna passava presto Alesi, mentre Modena si liberava di Piquet per il settimo posto. Mentre Senna inseguiva Mansell, anche Riccardo Patrese prendeva il proprio ritmo e presto era Riccardo a occupare il centro dell’attenzione, superava Alesi, e, una volta Raggiunto Senna, passava anche quest’ultimo, mettendosi alla caccia di Mansell.

Nei primi frenetici giri Berger si ritirava in modo spettacolare. ‘Sebbene la temperatura del motore fosse normale alla terza partenza, non mi suonava giusto fin dal primo giro,’ ha spiegato. Dopo cinque giri il V12 Honda esplodeva violentemente mentre Gerhard passava davanti ai box. Nello stesso giro Pierluigi Martini scompariva in una nuvola di sabbia e polvere con una secca uscita di strada.

Davanti c’erano molti duelli mentre il gruppo pressava Mansell.

‘Il problema, ‘ spiegava Nigel, ‘era che il mio motore si stava surriscaldando un po’ all’inizio e…non so perchè, ma mi mancava velocità in rettilineo.’

All’11esimo giro era ormai chiaro che Nigel stava facendo da tappo al gruppo, perchè tutti si erano avvicinati e Patrese era emerso secondo dalla battaglia. Ora sembrava intenzionato a raggiungere e superare il compagno di squadra.

Al 13esimo giro la coppia passò davanti ai box fianco a fianco, per darsi battaglia alla staccata alla fine del rettilineo. Ambedue bloccarono le ruote, e Nigel rimase davanti. Al giro seguente erano di nuovo appaiati e Nigel sbatteva la porta di nuovo. Nei box Frank Williams era chiaramente nervoso.

Sembrava ormai normale procedere affiancati per il duo Williams, e nei veloci cambi di traiettoria dietro ai box nessuno dei due voleva cedere. Era un momento favoloso, che vide Riccardo alla fine costringere Nigel a un piccolo errore e prendere il comando. Poi lasciò andare il gas e la FW14 se ne andò. Ai giri 16, 17 e 18 Riccardo fece registrare tre consecutivi giri più veloci, guadagnando rapidamente 6 secondi di vantaggio. Dietro di lui Nigel doveva stare attento a Senna, che a sua volta aveva Piquet che gli alitava sul collo. Modena aveva ora perso terreno, le gomme usurate, e Alesi lasciava il gruppo con un gran testacoda al 15esimo giro, per riprendere l’inseguimento dal nono posto.

Riccardo lasciava che l’interesse della corsa si spostasse sulle posizioni di rincalzo, mentre progressivamente guadagnava terreno.

‘La macchina è stata veramente perfetta per tutta la gara e non ho mai avuto alcun problema. Quando guidi così concentrato, ogni problema fisico passa in secondo piano.’

Mentre Riccardo Patrese spariva in lontananza, gli inseguitori si dedicavano alle loro battaglie, Senna si difendeva da un Piquet determinato. DeCesaris, Moreno e Alesi in recupero mantenevano l’interesse ad alti livelli, mentre alle loro spalle c’erano duelli anche nel gruppo.

Gruppo che si andava assottigliando: La gara di Grouillard era durata poco a causa di una perdita d’olio da un manicotto che gli aveva asciugato il motore. Prost spariva dopo sedici giri con problemi di accensione. Tutte e due le Leyton House erano uscite presto per problemi di motore.

Al 20esimo giro la Brabham di Martin Brundle aveva abbandonato la gara in modo spettacolare. Dopo un pit stop per le gomme Martin aveva perso la posteriore destra. Intanto si era arrivati al 30esimo giro in quelli che erano sembrati pochi istanti. Patrese aveva 20 secondi su Nigel, seguito da Ayrton, DeCesaris, Alesi e Modena. Nelson Piquet era con loro, ma si era dovuto fermare per un cambio gomme. Più indietro Bertrand Gachot e JJ Lehto si affrontavano tenacemente per il settimo posto, sebbene il finlandese si ritirasse dopo poco per la rottura del motore. Dietro di loro Eric Bernard e Mark Blundell combattevano, e così facevano Gianni Morbidelli e Aguri Suzuki, con Thierry Boutsen in mezzo alle due Lotus. E le Tyrrell? Una scelta di gomme disastrosa li aveva costretti a un via vai al box che li aveva tolti dal vivo della gara.

Gli attacchi di Senna a Mansell aumentarono.

‘Cel’ho messa tutta,’ ha detto Ayrton. ‘Ero in grado di mantenere il passo di Nigel, ma non di superarlo. Ho provato ma ho capito che era impossibile. Era molto eccitante correre così attaccato a Nigel. Lui non mi ha certo reso la vita facile. Le mie temperature erano un po’ alte a causa dell’altitudine e anche perchè stavo dietro a Nigel e ad altre vetture, così il motore ha perso un poco di spunto.’ La battaglia durò 15 giri, poi Mansell improvvisamente accelerò. Durante la battaglia la coppia doveva anche guardarsi le spalle da Alesi, DeCesaris e Moreno, mentre anche Piquet recuperava rapidamente.

Alesi scompariva presto per il cedimento della frizione, dopo di lui, all44esimo giro, era la volta di Piquet, che si avviava ai box fumando, a causa del cedimento del cuscinetto di una ruota. Corsa finita. Dopo quattro giri Moreno perdeva contatto dai primi, a causa delle gomme rovinate. Avvertì I box via radio, ma non capirono e giunse così inaspettato. Questo lasciava le due Jordan in quarta e quinta posizione, Eddie Jordan era molto eccitato. Più indietro Bernard, Blundell, Morbidelli e Boutsen erano ormai staccati l’uno dall’altro, mentre le due Lotus continuavano la loro corsa in tandem.

L’improvvisa accelerazione di Mansell accadeva quando Patrese aveva 25 secondi di vantaggio. ‘A due terzi di gara abbiamo arricchito la miscela,’ ha spiegato Nigel.

‘C’erano voluti 15-20 giri, poi decisi di provarci. Stavo guidando al 110%. Non avrei potuto andare più forte di così’. Senna lo lasciava andare, era chiaro che non poteva competere. ‘Avevo il motore al limite con le temperature, e capii che la cosa principale era a quel punto arrivare alla fine senza problemi, per fare punti per il campionato.’ Ha spiegato. Il distacco si assottigliava rapidamente. Nigel segnava giri più veloci su giri più veloci – sette miglioramenti consecutivi che gli fecero portare il record sotto a 1’17” – un risultato notevole. Ma Riccardo era sempre in vantaggio.

‘Nigel spingeva molto forte,’ ha raccontato, ‘Io andavo al 98%.’ Gli ultimi giri erano tali da togliere il respiro e mentre iniziavano l’ultimo giro Mansell era proprio dietro a Patrese – Avrebbe potuto compiere il miracolo?

Tutti gli altri venivano dimenticati, ed è un peccato, perchè si videro belle cose: La gara di Gachot terminò con una delusione quando uscì di pista tentando di inserire la Quinta marcia e trovando la folle. Pochi attimi dopo Blundell, che era settimo (una posizione vitale per la Brabham, che le avrebbe permesso di non partecipare più alle pre-qualifiche) si fermò per il cedimento del motore. Così Bernard saliva al sesto posto, il che aiuta molto la Larrousse, molto bisognosa di risultati. In quei parossistici momenti finali veniva in mente il sorpasso di Mnigel a Berger del 1990, all’esterno della Peralda al penultimo giro. Ma questa volta non c’era niente da fare. La gara era di Riccardo – e giustamente, anche perchè l’italiano ha guidato bene tutto l’anno. Mentre iniziavano le celebrazioni c’era ancora un po’ di suspence per Boutsen e per DeCesaris, che tagliarono il traguardo praticamente a motore spento.

‘Dopo che Ayrton ha vinto le prime quattro gare mi sono detto: Non voglio più pensare al campionato,’ diceva un felicissimo Riccardo. ‘Credo che oggi qualcosa sia cambiato, perchè pare proprio che la macchina sia competitiva, e Ayrton ha un po’ di problemi con la sua, sebbene abbia ancora un grande vantaggio.’ Aytron è d’accordo. ‘Credo che questo dimostri che il campionato è ancora aperto. A meno di non migliorare la macchina alla svelta, avremo problemi nel continuo della stagione’. Lasciamo l’ultima parola a Nigel Mansell. ‘È stata una grande gara’. Lo è stata di certo.

© Autosport magazine – Riproduzione autorizzata

 

RISULTATO FINALE
Pos. Pilota Griglia Team Giri Tempo/Distacco
1 Riccardo Patrese 1 Williams-Renault 67 1hr 29m 52.205s
2 Nigel Mansell 2 Williams-Renault 67 - 1.336s
3 Ayrton Senna 3 McLaren-Honda 67 - 57.356s
4 Andrea de Cesaris 11 Jordan-Ford 66 -1 giro
5 Roberto Moreno 9 Benetton-Ford 66 -1 giro
6 Eric Bernard 18 Lola-Ford 66 -1 giro
7 Gianni Morbidell 23 Minardi-Ferrari 66 -1 giro
8 Thierry Boutsen 14 Ligier-Lamborghini 65 -2 giri
9 Mika Hakkinen 24 Lotus-Judd 65 -2 giri
10 Johnny Herbert 25 Lotus-Judd 65 -2 giri
11 Stefano Modena 8 Tyrrell-Honda 65 -2 giri
12 Satoru Nakajima 13 Tyrrell-Honda 64 -3 giri
  Mark Blundell 12 Brabham-Yamaha 54 Motore
  Bertrand Gachot 20 Jordan-Ford 51 Uscita di strada
  Aguri Suzuki 19 Lola-Ford 48 Cambio
  Nelson Piquet 6 Benetton-Ford 44 Cuscinetti
  Jean Alesi 4 Ferrari 42 Frizione
  J J Lehto 16 Dallara-Judd 30 Motore
  Michele Alboreto 26 Footwork-Porsche 24 Motore
  Martin Brundle 17 Brabham-Yamaha 20 Ruota
  Ivan Capelli 22 Leyton House-Ilmor 19 Motore
  Alain Prost 7 Ferrari 16 Alternatore
  Mauricio Gugelmin 21 Leyton House-Ilmor 15 Motore
  Olivier Grouillard 10 Fondmetal-Ford 13 Motore
  Gerhard Berger 5 McLaren-Honda 5 Motore
  Pierluigi Martini 15 Minardi-Ferrari 4 Uscita di strada
Giro più veloce
Nigel Mansell - 1m 16.788s (giro 61)
Articole
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